Sicurezza
«Telecamere anti frane in Candia»
Il Pd preoccupato per la scadenza delle ordinanze chiede subito interventi
MASSA. Trecentocinquanta frane attive (110 avvenute nel 2010 e 240 nel 2012); una pericolosità geologica elevata ( G3 e G4), come rilevato dagli studi effettuati, risultante della combinazione della particolare morfologia del territorio e dall'incuria dell'uomo. È la situazione sulle colline del Candia, una situazione critica per far fronte alla quale il Comune ha destinato 6 milioni di euro per interventi divisi in tre lotti, due già in fase esecutiva.
Per il Pd di Romagnano, una situazione preoccupante, che richiede una strategia incisiva di messa in sicurezza. A preoccupare i democratici sono soprattutto le ordinanze emesse dalla giunta Pucci dopo il disastro del 2010, con cui si intima ai privati proprietari di terreni sul Candia di eseguire i necessari interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza delle aree colpite a salvaguardia della pubblica incolumità. Il termine inizialmente assegnato per l'esecuzione di queste opere che scadeva inizialmente a fine 2012 è stato successivamente prorogato prima alla fine del luglio 2013, poi – dalla giunta Volpi – al luglio di quest’anno. L’ultimo rinvio era mirato a verificare se gli interventi nel frattempo messi in campo dall’amministrazione avessero risolto le criticità che avevano portato alla emanazione delle ordinanze. Ma la scadenza delle ordinanze si avvicina e di lavori ne sono stati fatti pochi. Per questo il Pd incalza e chiede «l'adozione di una progettazione di dettaglio partecipata tra enti pubblici, imprese agricole, proprietari e cittadini al fine di coordinare tutti gli interventi in maniera omogenea e organica». Tale progettazione deve comprendere l'intera area del Candia «e coinvolgere simultaneamente competenze ingegneristiche, geologiche, agrarie e forestali». I Democratici di Romagnano pensano poi necessario accedere ai fondi comunitari 2014-2020. «Bisogna poi regolamentare gli annessi agricoli, in modo da avere un'unica tipologia che caratterizzi la zona del Candia e la restituisca a “giardino”, elevandola, insieme ai suoi terrazzamenti (rifatti a regola d'arte), ad una vera e propria scultura». Auspicabile, inoltre «installare tre telecamere per sorvegliare la zona al fine di arginare il fenomeno delle discariche abusive».
Il segretario di circolo Gino Fruzzetti ha invitato il presidente del consiglio Domenico Ceccotti e la consigliera Elena Fruzzetti a portare queste istanze all'attenzione dell'amministrazione.
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