Sicurezza
Ex Concia, «230mila euro buttati via»
Italia Nostra ripercorre la storia del capannone in degrado e chiede al Comune di acquisirlo gratis
MASSA. Risparmi ma anche spese “inutili” per le amministrazioni pubbliche. Tra queste ultime ci sarebbe, almeno a detta di Italia Nostra, l’acquisizione del capanmone nella zona della Concia da parte della Provincia. «Con una operazione immobiliare che avrebbe voluto essere lungimirante, ed invece fu sciagurata – sostiene Bruno Giampaoli presidente di Italia Nostra – , nel 2005 la Provincia versò alle Acli 226.126,30 euro per l'acquisto del capannone. Successivamente il Comune inserì l’area nei progetti Piuss mentre la Provincia aveva lasciato l’area nel più totale degrado provvedendo solo dopo varie ordinanze comunali a pulizie marginali dell'area e all'eliminazione del tetto in amianto. Ora – prosegue nella sua ricostruzione Italia Nostra – , sotterrata definitivamente l'operazione Piuss, che prevedeva la creazione di un centro giovanile in un'area ristretta, di difficile accesso e a rischio idraulico molto elevato, la Provincia, o meglio ciò che della Provincia rimane, cioè il commissario Angeli, vorrebbe completare il disastro inserendo il sito tra i beni da alienare, e cioè vendere ai privati, ma chi mai comprerà questo edificio distrrutto, costruito in gran parte senza autorizzazione idraulica nell'alveo del fiume? E a che prezzo ? Certamente molto inferiore a quei 226.126,30 Euro».
Insomma, una spesa rivelatasi sbagliata, perchè «in realtà l'edificio non vale nulla, anzi sarà oneroso il suo abbattimento, mentre vale, o meglio valeva, la casa rossa subito a monte, che è ciò che resta della vecchia conceria e fu acquistata all'asta per pochi soldi da privati anziché dalla provincia, come sarebbe stato logico».Soprattutto però, sostiene ancora Italia Nostra, «vale l'area, che è molto ampia e suggestiva e servirebbe al Borgo del Ponte, ma non solo al Borgo, per un parcheggio, un parco e un accesso al fiume».
Da qui la proposta dell’associazione ambientalista: «Chiediamo al commissario Angeli di non procedere oltre, visto anche che la Provincia è in dismissione, e al sindaco Volpi di ragionare sull'acquisizione dell'area, acquisizione che non potrà certo essere onerosa da parte del Comune. Altrimenti il degrado dell'area ed il discredito per le istituzioni non potranno che aumentare».
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