Sicurezza
«A 40 anni dobbiamo trovarci un altro lavoro»
Chiude i battenti Calzedonia in via Roma, l’amarezza delle commesse Anna e Maria Carla: per noi se ne va un pezzo di vita
CARRARA. Un’altra serranda che si abbassa. Nella centralissima via Roma. Dietro a un negozio che chiude i battenti e a un altro fondo sfitto ci sono le storie di due donne, Anna, 41 anni e Maria Carla, 37 anni che si ritrovano senza lavoro.
E con un grande vuoto dentro: «Perché a questo negozio ci abbiamo dedicato tempo, energie, e con le nostre clienti abbiamo un rapporto da amiche. Qui non si viene solo per comprare i calzini. E al pensiero di quando vedremo il fondo chiuso il groppo alla gola è difficile da mandare giù».
Maria Carla Biselli e Anna Cricca sono entrambe di Gragnana, per tutti in via Roma, le “ragazze di Calzedonia”. Il negozio, è ufficiale, chiuderà i battenti il prossimo mese di settembre: nessun trasferimento, perché a Marina il franchising esiste già. E quindi nessuna possibilità di ricollocamento, a meno di varcare i confini della provincia e approdare nei negozi bandiera (ad esempio a Roma). Una soluzione che, per due donne con famiglia e due figli a testa non è una strada percorribile.
Il futuro adesso è incerto. E l’amarezza è davvero grande.
«Io mi ricordo quando sono venuta a fare il colloquio, alle 7 e mezzo del mattino, al bar la Borsa. Mi avevano chiamato mezz’ora prima, ho fatto la strada da Gragnana a rotta di collo per arrivare in anticipo»: racconta Anna, la veterana lei ha cominciato 17 anni fa quando il negozio ha aperto i battenti: «Avevo lavorato prima in farmacia - spiega - ma da due anni ero senza lavoro».
Maria Carla è arrivata quattro anni dopo. Alle spalle un’esperienza in un negozio di intimo a Marina: «Avevo mandato il curriculum quando mi hanno telefonato per farmi il colloquio non ci credevo! E pensare che sono arrivata in negozio e Anna, che come me è di Gragnana, non sapeva nulla della mia assunzione. Erano davvero altri tempi, trovare lavorare non era così difficile come adesso».
Insieme Anna e Maria Carla hanno visto sfilare una generazione di carraresi-. «La cosa che più ci colpisce - dicono - è che di certe bambine, serviamo da anni le madri, loro le abbiamo viste quando erano ancora erano nella pancia, adesso vengono da sole a comprasi i leggins, non hanno mai abbandonato il negozio, perché qui è come essere a casa».
Insieme Anna e Maria Carla hanno vissuto periodi di super lavoro: «Mi ricordo come adesso il primo giugno di cinque anni fa, era scoppiato il caldo - racconta Maria Carla - Io entravo alle cinque del pomeriggio, quando sono arrivata non risucivo nemmeno a vedere la Anna, c’erano venti persone in negozio, lei era sommersa dai costumi». E le “ragazze di Calzedonia” ricordano prima di tutto il rapporto speciale creato con le clienti– «Non ci siamo messe solo e sempre di là dal banco - continuano Anna e Maria Carla - siamo state sempre dalla parte dei clienti».
E ora un negozio che chiude, l’incertezza del futuro e un capitolo della propria vita che si chiude per sempre.
«Ci sono state giornate lunghissime - dicono Maria Carla e Anna - ma siamo sempre uscite di qui con il sorriso sulle labbra. Stanche ma felici. Pensare che tutto questo finirà fa davvero male».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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