Il Tirreno

Protesta: mi manca un pezzo di pensione

Protesta: mi manca un pezzo di pensione

Ex artigiano sugli scalini dell’Inps sollecita l’accredito dei contributi Inpdap. «Ora mantengo la famiglia con 530 euro»

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CARRARA. Vive con 528 euro di pensione, con cui mantiene una famiglia di 4 persone: lui, la moglie, una figlia e una nipotina. Una pensione Inps, per venti anni di lavoro come artigiano falegname, ma vuole aggiungervi i contributi Inpdap: circa nove anni. Però l’iter per il trasferimento dei contributi Inpdap nell’Inps è diventato per lui motivo di una protesta, perché ancora la pensione “totale” che gli era stata assicurata, non gli è arrivata.

«Continuerò a protestare finché non vedrò i soldi nel mio conto corrente», ha detto ieri mattina, Giuliano Del Corto, 69 anni, in pensione dal 2010. Lo ha detto anche dopo avere parlato, ed avere ricevuto rassicurazioni che la sua pratica è quasi completa, con funzionari dell’Inps e con il direttore in persona, dottor Alessio Rosi. Li ha, per così dire, “ricevuti” sugli scalini interni della sede Inps di via Don Minzoni, dove si era seduto, con a fianco un cartello: “530 euro da artigiano. I miei contributi Inpdap dove sono? Voi istigate a commettere illegalità”. Ma, proprio per non passare come un contestatore scalmanato, ha avvisato lui stesso i carabinieri di quello che stava facendo. «Sì, li ho chiamati, perché ho rispetto di tutte le istituzioni. Ma se non si fa così....».

Giuliano Del Corto, nato a Camaiore, vive a Montignoso con la famiglia, e racconta che per quasi tutta la vita lavorativa è stato il falegname del Comune di Massa. «Poi a 65 anni, ho chiesto la pensione di vecchiaia. Avevo contributi misti, Inps e Inpdap. Nel luglio del 2010 feci la domanda di ricostituzione», cioè per cumularli tutti nell’Inps. «Prima di allora, per passare dall’Inps all’Impdap dovevi pagare, ma non se dovevi fare la procedura contraria, ed era il mio caso. Ma il governo che c’era quando feci la domanda (Tremonti) aveva stabilito il pagamento anche per la procedura che riguardava me, e tanti altri come me in Italia. Io dissi: non ho i soldi per pagare il trasferimento dei contributi, e così non potei riscattare i contributi Indpad. Mi dettero solo la pensione degli artigiani dall’ottobre 2010. Le organizzazioni sindacali, in Italia protestarono per il problema Inpdap».

Del Corto dal 2010 vive quindi con 530 euro mensili. «Con il governo Letta e la legge di stabilità è stata ripristinata la gratuità del trasferimento». Così è ripartito alla carica. Secondo Del Corto, l’iter però non è andato spedito come aveva sperato. «A metà gennaio un funzionario dell’Inps mi ha detto che la mia pratica l’aveva un collega che però era andato in pensione. Ma mi assicurò che sarebbe andata in porto a fine gennaio. Invece nulla. Mi dicono che i contributi Inpdap devono essere ancora accreditati. Ecco perché sono qui».

Lo ha spiegato davanti al direttore dell’Inps, e alla dirigente dello sportello, Loriana Bugazzi, standosene seduto sugli scalini nella reception dell’istituto. La spiegazione dell’Inps è che l’iter per il trasferimento dei contributi da Inpdap a Inpsm, dopo istanze presentate da Del Corto che andavano perfezionate, è partito dal dicembre 2013. Insomma, secondo l’Istituto l’apertura della posizione Inps, relativamente a questa pratica, rientra nei tempi fisiologici. Anche considerando tutti i problemi che a livello nazionale erano sorti nei mesi scorsi proprio per il passaggio delle pratiche dei pensionati che dall’Inpdap sono stati assorbiti dall’Inps. «Da aprile – hanno comunicato ieri a Giuliano Del Corto – lei avrà la pensione ricostituita, con la rata adeguata, e quasi sicuramente avrà da allora anche gli arretrati». Insomma, secondo l’istituto, la pratica per tre quarti è fatta. Lo hanno invitato a passare dagli scalini a un comodo ufficio, dove lo hanno aggiornato meglio sulla sua posizione. Ma uscito da lì, Del Corto, pur avendo preso atto delle ultime informazioni, ha commentato: «Per l’Inps la pratica è risolta. Ma io non demordo e non mi fermo, finché il denaro con tutti i contributi che mi spettano, non sarà sul mio conto corrente».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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