La manifestazione
Osservatori a rischio taglio
La Provincia: «Il servizio pubblico non è uno spreco, è un diritto»
MASSA. Che fine faranno gli osservatori provinciali? Quale destino subiranno queste strutture che osservano, analizzano e valutano i fenomeni sociali del nostro territorio e sono strettamente collegate al mondo della scuola, del lavoro e del sociale? I dubbi sono sorti proprio durante la presentazione del report ''Sviluppo della conoscenza, programmazione e intervento. L'Osservatorio delle Politiche Sociali e l'esperienza di Massa Carrara'', un dossier composto da quaderni statistici ed un'analisi dedicata alle dinamiche di impoverimento nella nostra provincia, frutto della collaborazione tra l'osservatorio provinciale delle politiche sociali e il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa, presentato martedì scorso al centro per l'impiego. Insomma, in attesa di capire quale trasformazione subiranno le province italiane, la domanda, tra chi opera e lavora all'interno dell'ente di Massa Carrara, è una sola: con la preannunciata soppressione della provincia, quanti e quali servizi potranno rimanere ''al servizio'' dei cittadini? «La provincia ha un compito di sostegno e di supporto alle politiche fondamentali come quelle legate al sociale – spiega Marina Babboni, dirigente provinciale nel settore delle politiche sociali – questo può avvenire grazie alla conoscenza specifica del bisogno, conoscenza che può aiutare a programmare dei servizi e delle risposte. Questo è il compito generale dell'osservatorio. Purtroppo però, credo che la risposta data oggi ai cittadini di fronte alla crisi, di cui la provincia è stata la prima vittima, e cioè meno pubblico e meno burocrazia, stia portando ad una demonizzazione del servizio pubblico senza pensare invece ad aspetti quali il rispetto delle regole e l'equità offerta. Solo il pubblico può offrire in maniera uguale ed equa servizi ai cittadini. Servizi che presto potrebbero diventare una dimensione per pochi, costosa e dequalificata. Poi sfondata la provincia verrà sfondato tutto il resto. Il servizio pubblico non è uno spreco, è un diritto». Quindi maggior fiducia verso il settore pubblico, più investimenti, e, soprattutto, più coraggio: «Bisogna capire – spiega l'ex assessore provinciale Domenico Ceccotti, uno dei promotori per l'attivazione degli osservatori provinciali - che non si possono fare solo politiche di contenimento della spesa ma esattamente il contrario. Bisogna guardare all'interesse del cittadino, ai bisogni dei cittadini. Il compito degli osservatori è osservare, valutare e diffondere le conoscenze con l'obiettivo di offrire a tutti gli organi decisionali, e ai cittadini, gli strumenti necessari per progettare meglio la vita e il benessere. È per questo che l'incertezza sul futuro degli osservatori è un dato allarmante».
Alessio Profetti
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