Attenzione
La Concia in vendita però il Comune non può comprarla
L’assessore Rutili: non abbiamo abbastanza risorse Palazzo civico già fatica a mantenere gli edifici di proprietà
MASSA. In tempi di ristrettezze economiche e di contenimento della spesa pubblica non deve essere facile per un’amministrazione comunale pensare di accollarsi il peso di un altro edificio. Con tutto quello che significa tra manutenzione e ristrutturazione. Se poi, ai vincoli in materia di finanza pubblica, si sommano una serie altre priorità, di interventi - e quindi di spese - da dover fare su tutta la città, ecco che l’acquisizione dellla Concia diventa proprio impossibile. Almeno per ora.
È questa l’argomentazione con cui Giovanni Rutili, assessore al patrimonio, risponde alle associazioni che hanno proposto a Palazzo civico l’acquisizione dell’area. «Per quanto riguarda l’acquisizione di immobili - spiega, infatti, l’assessore Rutili - ci sono vincoli di finanza pubblica che dobbiamo tenere in considerazione, per altro - aggiunge - il bene è della Provincia. Il nostro obiettivo e il nostro compito è quello di mantenere il patrimonio edilizio che possediamo che è già cospicuo, considerato anche che le risorse a nostra disposizione sono, invece, limitate. Non solo: molti edifici di nostra proprietà necessitano di interventi, per qualche centinaia di migliaia di euro, tra questi l’Ugo Pisa. Quindi come in una normale famiglia - è il paragone a cui ricorre Rutili - bisogna fare un bilancio, intervenire e sistemare quello che già si possiede, solo in un secondo momento si possono valutare ulteriori spese. Poi l’aspetto funzionale e iniziale del Piuss è stato rispettato, e anche se è ancora in una fase iniziale, presto avverrà la creazione di un centro di aggregazione giovanile presso l’ex deposito Cat. Il punto chiave che voglio sottolineare è che c’è stato un finanziamento, l’abbiamo convogliato dove era più opportuno investire, rispondendo così ad una delle esigenze della città». Poi c’è sempre qualche imprevisto, qualche fatto o evento non calcolato che sopraggiunge e, purtroppo, va a complicare l’intero percorso: «Dal momento in cui è stato concepito il Piuss - spiega Rutili - si sono sommate altre emergenze, come gli interventi a palazzo Nizza e palazzo Bourdillon. Questo significa nuove priorità e nuove difficoltà. Fatto un bilanciamento di valori siamo intervenuti per mantenere e ristrutturare il patrimonio edilizio esistente. Ciò non toglie che qualora si presentino le condizioni per intervenire e fare delle acquisizioni, in futuro, saremo contenti di farlo. Per ora è una possibilità residuale». Intanto la Provincia, ente proprietario della struttura, ha inserito la Concia nel “Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari 2013-2015”, piano che prevede la vendita delle strutture possedute dall’ente - soprattutto di quelle non strategiche - in modo da ridurre le spese e gli oneri a proprio carico. Sulla struttura infatti, spiega la provincia, non si può intervenire in altro modo se non venderla: «Abbiamo fatto il piano e abbiamo inserito l'edificio all'interno delle alienazioni - spiega il commissario Osvaldo Angeli - poi da averlo inserito nel piano a venderlo bisognerà vedere e aspettare. Intanto, proprio in questi giorni, uscirà la pubblicazione di un bando per i beni alienati». Prezzo di vendita per la Concia si parte da 210mila euro. In vendita dunque, ma il Comune per comprarla non ha soldi.
Alessio Profetti
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