Il Tirreno

«Interessato alla salute degli inquilini»

Parla l’avvocato del 23enne che ha appiccato il fuoco alle auto sotto il condominio e ora è ai domiciliari

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SANTO STEFANO MAGRA. «Il ragazzo ha subito compreso ciò che aveva combinato, su questo non c’è dubbio, come dimostra il fatto che ai carabinieri ha chiesto le condizioni dei residenti del condominio incendiato a causa di un gesto sconsiderato. Adesso valuteremo assieme la situazione dopo che il magistrato gli ha concesso gli arresti domiciliari».

Così l’avvocato Ermanno Peyrone, del Foro della Spezia, che tutela legalmente il 23enne carrarese Alessandro Masetti, accusato di aver appiccato il fuoco all’auto dello zio, parcheggiata assieme ad altre nel porticato del condominio di via Ungaretti, vicino a via Cisa, dove abita il congiunto.

Il fuoco si è però propagato alle altre auto e il conseguente rogo ha causato danni gravissimi a buona parte del moderno edificio di tre piani composta da 12 appartamenti, due dei quali disabitati.

Masetti è stato arrestato dai carabinieri circa un’ora dopo il fermo del 22enne marocchino Badr Moussaddaq, con il quale, stando alla ricostruzione effettuata dai carabinieri, si era recato nella zona dove risiede lo zio, Luca Masetti, titolare della lavanderia Aqua System, operativa nella vicina area industriale.

Secondo l’avvocato Peyrone, alla base della vicenda ci sarebbe proprio la lavanderia dello zio di Alessandro Masetti: «Il mio assistito - dice - nel 2009 lavorava nel locale dello zio; poi accadde un incidente sul lavoro e il ragazzo restò seriamente ferito a una mano. Da allora sono iniziati dissapori tra i due, dato che il ragazzo chiedeva che gli fosse riconosciuto l’incidente sul lavoro. Così non è stato e, col passare degli anni il mio assistito ha coltivato dei rancori che sono sfociati in quel gesto di cui Alessandro si è subito pentito».

Antichi rancori, dunque, che hanno rischiato di far divorare dalle fiamme un condominio abitato da 10 famiglie.

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