La manifestazione
Il bilancio, questo sconosciuto
Quanto costa una scuola? Come usa i soldi? Inapplicata la legge sulla trasparenza
MASSA. Alzi la mano chi ha mai visto il bilancio di una scuola. Quanto “costa” un istituto, come viene finanziato e come spende le sue risorse? Pochi, anche tra gli insegnanti saprebbero rispondere a queste domande. E informarsi non è facile: i siti web degli istituti che mettono in rete i bilanci si contano sulle dita di una mano, rivolgersi alla segreteria o a un dirigente scolastico significa spesso scontrarsi con un muro di gomma e anche per i rappresentanti dei consigli di istituto a volte non è facile vedere i conti del liceo.
Eppure, tutti gli istituti scolastici, in quanto enti pubblici, dovrebbero – lo stabilisce la legge – creare sul loro sito internet una sezione dedicata alla “amministrazione trasparente”, come già fanno, ormai da tempo, comuni piccoli e grando, province, regioni e società pubbliche. In questa sezione devono essere inseriti, e periodicamente aggiornati, dati come i compensi dei dirigenti scolastici, i pagamenti effettuati, gli incarichi affidati – e in questo caso di parla delle supplenze – e, appunto i bilanci preventivi e consuntivi annuali della scuola. Perchè questo non succede? Perchè si è valutato che la scuola non debba essere chiamata agli stessi adempimenti e obblighi di altri enti pubblici di carattere diverso, tra cui la nomina di un referente per la trasparenza e un programma triennale anti-corruzione. E allora, in attesa di “adattare” la legge sulla trasparenza amministrativa alla misura della scuola, la applicazione della legge stessa è stata rinviata sospesa più volte. Lo svelamento dei bilanci può attendere.(c.f.)
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