Il Tirreno

Dissequestrata la Med Link di Pallerone

L’azienda è rimasta coinvolta nelle indagini di Forestale e Arpat su un illecito traffico di rifiuti

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AULLA. E' stata dissequestrata e ha già ripreso a lavorare la Med Link srl, società tedesco-australiana che porta avanti, dal 2010, una attività di asciugatura e vagliatura di sabbie da taglio nell'area dell'ex polverificio, quella di "Pallerone 2000" per intendersi. Infatti, ieri i cancelli della Med Link srl, che è legata al gruppo multinazionale Gma Garnet, erano nuovamente aperti e nel parcheggio esterno c'erano diverse auto, segno tangibile di una ripresa dell'attività all'interno del capannone dell'azienda che impiega quindici persone, cinque delle quali lunigianesi.

A quanto pare, non tutta l'attività sarebbe ripresa, poichè ci sarebbe ancora una parte degli impianti sottoposta a sequestro, ma rimane il fatto che a pochi giorni dal sequestro, decretato dalla Forestale e dall'Arpat di Firenze, la produzione è ripresa. In attesa di conoscere le motivazioni che hanno portato al dissequestro, ricordiamo che, secondo gli inquirenti, al termine della lavorazione restava uno scarto, in particolare una sabbia finissima chiamata Gmr 500 Mesh, con concentrazioni molto elevate di alcuni metalli pesanti (piombo, rame, nichel, cromo, ecc.). Ebbene, invece di essere smaltito come rifiuto, con alti costi, il polverino sarebbe stato rivenduto, a prezzi bassissimi, come “prodotto” a varie ditte sia in Toscana che in Piemonte. Il vantaggio sarebbe stato, soprattutto, nella mancata spesa per lo smaltimento: infatti, gli inquirenti hanno stimato un presunto guadagno illecito per circa un milione e 200mila euro. Ma a Pallerone si sa ben poco della Med Link srl.

Infatti, la gente sembra molto più interessata alla ex Cjmeco, la mega discarica che si staglia a pochi metri proprio dalla Med Link srl, alle porte di Pallerone, e, dopo quindici anni che se ne parla, forse ci si sta rendendo conto della sua pericolosità, visto che al suo interno si trovano cumuli di amianto ed è stata annunciata l'attivazione di un monitoraggio per verificare la eventuale aereodispersione nelle aree esterne al complesso di materiali che possano costituire elementi di attenzione da un punto di vista sanitario.

«Ci chiediamo, poi, che cosa c'è sotto la superficie e nelle cavità del monte» esclamava pochi giorni fa un signore, il quale ricordava code di camion che tanti anni fa, all’alba, entravano nella ex Cjmeco».(g.u.)

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