Il Tirreno

Il caso

Sindacati contro Prefettura

Sindacati contro Prefettura

Una sala riunioni occupata scatena una feroce polemica

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MASSA. Sala contesa ieri mattina in Prefettura e un po’ di caos con i sindacati a protestare. Nella sala il prefetto aveva convocato una riunione sulla situazione economica e occupazionale della Provincia.

A seguire, anzi per mezzogiorno, la sala era stata anche prenotata dai sindacati per una riunione del personale del pubblico impiego, richiesta dalla Ugl Intesa. Quando il segretario regionale Sandra Badii, con una delegazione di dieci dipendenti, sia della Prefettura che della Questura di Massa Carrara, si sono recati all'incontro, hanno trovato occupata la sala; hanno aspettato mezz'ora e quando hanno visto che nessuno si faceva né vedere né sentire, hanno cominciato a protestare vivamente davanti alla sala, tanto che le urla si sono, probabilmente, sentite anche all'interno, inducendo la vicaria Dottoressa Anna Mitrano, ad uscire. «Abbiamo prenotato una sala per una riunione sindacale- spiega Sandra Badii- voi dovete concedercela, altrimenti chiederemo i danni per l'accaduto». Dalla Prefettura cercano di calmare gli animi, esce anche il prefetto Giovanna Menghini: «Purtroppo la seconda sala che veniva usata per le riunioni è inagibile dal giorno del terremoto- si scusa- ; vi pregherei di aspettare nel mio ufficio, si tratterà soltanto di mezz'ora». Ma l'agguerrita sindacalista non accetta: «Avreste dovuto pensarci prima- ha detto al Prefetto- dovreste avere più considerazione dei vostri dipendenti e del sindacato. Qui c'è gente che lavora sodo, facciamo viaggi da fuori per portare avanti impegni e dare prospettive. Da qui doveva partire un messaggio, invece partiranno rimostranze verso il Ministero».

E aggiunge: «Non vogliamo passare per quelli che creano confusione o che si aggrappano ad un principio- dice sempre Sandra Badii- ma qui si tratta di rispetto; questi dipendenti, circa 10 persone, hanno dovuto chiedere dei permessi per essere qui stamattina e dovranno rientrare a lavoro. La riunione, inoltre, era molto importante perché stiamo comunicando a tutte le Prefetture italiane che dovranno essere accorpate i rischi e i cambiamenti che i lavoratori dovranno affrontare».

Il ritardo di mezz'ora si trasforma in un ritardo di un'ora e un quarto e le porte della sala si aprono soltanto alle 13,15. Per questo la Ugl decide di rimandare la riunione: «Un incontro che doveva durare due ore non può durare mezz'ora- conclude la Badii- ; farò ai dipendenti alcune comunicazioni e poi ci aggiorneremo. Credo comunque che di questa mancanza di rispetto informerò il Ministero dell'Interno» . «Sono dispiaciuta per il disguido- dirà poco dopo il Prefetto- ma sono cose che succedono e se ci fosse stato bisogno di firmare un permesso speciale per i dipendenti affinché potessero trattenersi oltre l'orario stabilito io l'avrei fatto».

Manuela D'Angelo

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