Attenzione
«Qui una comunità romena che lavora e va in chiesa»
La risposta ai severi commenti su Facebook sul fatto avvenuto l’altra notte Padre Armand: per colpa di pochi, un popolo trasformato in capro espiatorio
CARRARA. Padre Armand Batru, guida la chiesa ortodossa di via Plebiscito in città, quella che fu chiesa del Suffragio, e per anni concessa dalla Diocesi al Colmune per vari eventi. Dal 2010 nel tempio si celebrano i riti per la comunità romena della provincia.
Del romeno quarantenne morto ieri folgorato, padre Batru, romeno anche lui, non sapeva nulla. «Nella comunità raccolta attorno alla mia chiesa, 70-80 fedeli, ci sono persone che lavorano, donne che fanno le badanti, uomini che fanno i muratori. E chi non trova lavoro in Italia, torna nella propria patria. Ci possono essere romeni che vengono solo per rubare, e mi dispiace, ma di casi del genere, casi brutti, nella comunità che conosco, non sono capitati».
Su Facebook (nel sito del Tirreno) sono comparsi ieri dei commenti molto duri, nei confronti di chi, salito su quel traliccio (per un tentativo di furto di rame secondo la polizia) vi ha poi trovato la morte.
Commenti del tipo “Peggio per lui” e altri anche più forti. C’è inoltre chi ha scritto senza sbilanciarsi: “Non si ruba e basta”.
Padre Armand affida in una sua “lettera all’Italia” questo messaggio: «Cara Italia, la mia storia e quella di una persona qualsiasi, che non uccide e non ruba. E’ la storia di un milione di romeni che vive qui, nella tua casa, rispettando le tue regole, ma che si sente stigmatizzato e trasformato in capro espiatorio per la colpa e le illegalità di qualche nostro cittadino. Quelli che infrangono le leggi devono pagare. Ma, come in tutti gli stati di diritto, – aggiunge padre Armand – le pene devono essere individuali e in diretta proporzione con la gravità dei fatti. Ho la fiducia che i tuoi cittadini capiranno che i romeni non sono né più buoni né più cattivi degli italiani. Che la furia nulla risolve, ma il rispetto reciproco, la fiducia e l'applicazione corretta delle leggi possono invece fare tanto. Che noi, romeni ed italiani, siamo uguali ed è proprio per questo che possiamo costruire insieme tante buone cose ed è ancora per questo che tu ci hai ricevuti qui. Io sono convinto che le persone che hanno la fede in Dio non sono capaci di fare del male al prossimo».
La parrocchia ortodossa fu fondata nella nostra provincia nel 2004 e prima aveva sede a Massa, poi dal 2010 ottenne in comodato dalla Diocesi vescovile di Massa Carrara e Pontremoli la storica chiesa del Suffragio che oggi è parrocchia di San Giovanni Crisostomo.
Padre Armand dal 2010 vive nella nostra provincia, con la propria famiglia, a Podenzana, e in questo periodo ogni sabato e domenica celebra i riti nella chiesa di via del Plebiscito.
E c’è una numerosa comunità romena che affolla la chiesa di Carrara.
«Poche persone vengono in chiesa durante la settimana – spiega padre Armand – perchè la gente lavora».(c.car.)
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