Il Tirreno

Ortola, i paletti della discordia

Ortola, i paletti della discordia

Installati per la sicurezza dei pedoni penalizzano però i commercianti

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MASSA. L'amministrazione comunale va a Ortola, per ascoltare commercianti, residenti e guardare da vicino i vari problemi del quartiere, alcuni dei quali quasi cronici.

Come quello dei parcheggi, che, ad ascoltare chi lì ci vive o ci lavora, sembra essersi acutizzato con il ripristino delle barriere nel marciapiede in prossimità della farmacia Della Tommasina in via Foce. Installazione effettuata recentemente per la sicurezza dei pedoni, contro quindi la sosta selvaggia, ma che non è piaciuta ai commercianti che all'unisono gridano: “così ci penalizzate”.

Il problema dei parcheggi effettivamente c'è. Ortola, oltre a essere un quartiere ad alta densità abitativa, ha diverse attività commerciali dislocate su via Foce, ma solo due parcheggi che non riescono a contenere il flusso di gente. «A maggior ragione – spiega Thomas Lazzarotti, consigliere Pd – perché molte persone lasciano la macchina parcheggiata tutto il giorno e penalizzano i commercianti».

La commissione lavori pubblici, ieri, quindi, insieme al vicesindaco, Uilian Berti, e ad alcuni tecnici, ha fatto un sopralluogo nel quartiere per trovare soluzioni. L'idea è quella di rendere le soste nel parcheggio in via Foce limitate con disco orario dalle 8 alle 20. Idea vincolata, però, alla piena funzionalità del parcheggio sottostante, in via Don Minzoni, dove, da cinque anni, sostano i camper di cinque famiglie in attesa di un alloggio popolare. «L'amministrazione – spiega Lazzarotti – si sta muovendo anche in questa direzione per trovare una sistemazione a queste famiglie e recuperare quindi pienamente la funzionalità del parcheggio».

Ma Ortola ha altri problemi: in primis il degrado. Lo stesso parco comunale, che fino a dicembre 2013 aveva un “custode” che si occupava della pulizia, è adesso in stato di semi-abbandono con bidoni straripanti e rifiuti in ogni dove. Sporche e poco curate poi anche le strade, che già nei mesi scorsi sono state oggetto di lamentele da parte dei residenti. Infine la velocità. «Nessuno rispetta i limiti di 30 km orari – incalza Lazzarotti – per questo l'amministrazione sta già pensando a dissuasori elettronici».

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