Il dolore
Maxi buco all’Asl di Massa Carrara: assolto Delvino
Per il gup l’ex direttore generale accusato di avere truccato i bilanci «non ha commesso il fatto». Il pm aveva chiesto 4 anni
MASSA. Vito Antonio Delvino, ex direttore generale dell’Asl di Massa Carrara, è stato assolto dal giudice Alessia Solombrino – al termine del rito abbreviato – dall’accusa di falso in atto pubblico nell’ambito dell’inchiesta sul maxi buco all’Asl di Massa Carrara. Un’assoluzione piena, “perchè l’imputato non ha commesso il fatto”che è un pieno riconoscimento dell’integrità di comportamento sempre rivendicata dall’ex manager pugliese, ma anche una sentenza che apre nuovi scenari nello “scandalo” del maxi buco dell’Asl.
Antonio Delvino, alla guida dell’Asl di Massa dal 2007 al 2010, era stato arrestato il 23 maggio 2012, insieme al suo predecessore Alessandro Scarafuggi, in carica dal 2002 al 2007, e all'ex direttore amministrativo (dal 2006 al 2010) Ermanno Giannetti. I tre ex manager sono accusati di falso in atto pubblico, per l'alterazione dei bilanci dell'azienda sanitaria apuana dal 2004 al 2009. Alterazioni servite, stando all’accusa, sostenuta dal procuratore capo Aldo Giubilaro e dal sostituto Alberto Dello Iacono, a nascondere le perdite via via maturate dall’Asl durante i vari esercizi gestionali fino a far salire gli ammanchi a oltre 240 milioni di euro. I due ex direttori generali vengono messi agli arresti domiciliari; Giannetti, che è accusato anche di peculato, finisce in carcere. Secondo il castello accusatorio, in sostanza, Delvino e Scarafuggi sarebbero stati complici di Giannetti: quest’ultimo avrebbe materialmente alterato i bilanci allo scopo di nascondere il gigantesco ammanco che si stava generando; i due direttori generali lo avrebbero assecondato e coperto. Delvino ha sempre negato ogni addebito e sempre si è dichiarato estraneo ai fatti che gli venivano contestati. Ed è stato a tal punto sicuro di poter convincere il giudice della sua innocenza da chiedere il giudizio abbreviato.
L'INTERVISTA "Quel maxi buco non è colpa mia" (30 ottobre 2010)
Il pubblico ministero Dello Iacono ha impiegato quasi 4 ore per ricapitolare tutte le tesi dell’accusa, e ha chieso la condanna a 2 anni e otto mesi (che sarebbero stati 4 senza la riduazione legata all’abbreviato). L’avvocato della difesa Roberto Valettini, affiancato dal collega Vincenzo De Michele del foro di Bari ha parlato di meno. «L’ accusa – hanno sostenuto i difensori – , non regge: Delvino non aveva la possibilità materiale di alterare i bilanci, non avave la password e non poteva accedere al sistema informatico dell’Asl. E non gli si può imputare di avere chiuso colpevolmente un occhio (o entrambi) sui trucchi di bilancio, sia perchè non ne aveva le competenze specifiche, sia perchè gli veniva sottoposto un bilancio formalmente “sano” che altri “controllori”: i revisori dei conti, le società Title e Deloitte e infine la Regione avevano il compito di certificarte e approvare. La giudice per le udienze preliminari Alessia Solombrino ha accolto in pieno questa tesi e assolto Delvino.
Claudio Figaia
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