Il Tirreno

Droga, 89 in carcere con la Fini-Giovanardi

di Melania Carnevali
Droga, 89 in carcere con la Fini-Giovanardi

La Corte Costituzionale ha recentemente cancellato la legge ora si attende di conoscere l’effetto sulla nostra popolazione carceraria

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MASSA. Avrà effetti immediati anche nel carcere di Massa la decisione della Corte Costituzionale che cancella – dopo una breve discussione e con giudici praticamente unanimi – le norme più contestate della legge Fini-Giovanardi sulla droga del 2006.

Quelle che, inserite “abusivamente” in un decreto che legiferava sulle olimpiadi invernali, cancellò la distinzione tra droghe leggere e pesanti, uniformando quindi le due pene, innalzandole e portandole, tra l'altro, da 6 a 20 anni. Sono 89 i detenuti entrati in carcere per l'art. 73, quello sulla detenzione e lo spaccio di droga, dieci con il comma 5 dell'articolo, vale a dire con l'attenuante.

Di questi molti potrebbero uscire di cella grazie alla decisione della Consulta, alcuni dei quali potrebbero, però, aver già scontato una pena maggiore. In maniera, secondo la Consulta, incostituzionale. La Corte Costituzionale avrebbe, infatti, dichiarato incostituzionale – il condizionale è d'obbligo visto che non è stata ancora depositata la sentenza - il metodo con la quale la legge era stata approvata, inserita, come dicevamo, in un decreto completamente disomogeneo sui contenuti. Si torna quindi alla vecchia legge Iervolino-Vassalli del 1990 che distingueva le droghe tra pesanti e leggere e puniva quest'ultime con una pena che andava da un minimo di 2 a un massimo di 6 anni– molto inferiore, quindi, alla pena prevista dalla Fini-Giovanardi che prevedeva, appunto, da 6 a 20 anni anche per spaccio di hashish e marijuana.

La decisione della Consulta quindi modificherà completamente il regime di detenzione nel carcere di Massa, aiutandolo a risolvere, in parte, il problema del sovraffollamento – salvando l'Italia dalle multe salate della Corte di Strasburgo. Attualmente sono 230 i detenuti all'interno della casa di reclusione in via Pietro Pellegrini, a fronte di una capienza di 176 posti letto.

Numeri che sono già diminuiti rispetto al 2013 grazie al decreto svuota carceri, che ha permesso di abbreviare la pena per molti detenuti e di scarcerarli.

Ora si tratta di capire cosa succederà a chi è entrato per effetto della Fini-Giovanardi. Ogni condannato per droghe leggere potrà, infatti, richiedere istanza di revisione del processo e ogni caso andrà rivalutato singolarmente, ricalcolando quindi la pena in base alla vecchia legge, che sicuramente sarà minore

. Ancora quindi non è possibile stabilire quanti potranno uscire nel breve termine e quanti invece abbiamo già scontato una pena maggiore a quella “legittima”.

E qui si aprirà un altro problema. Cosa succederà se i detenuti hanno scontato pene maggiori? Anni persi e basta? La direttrice del carcere, Maria Martone, fa sapere che sarà un procedimento lungo e ancora poco chiaro.

Intanto il primo passo sarà aspettare che la Corte costituzionale deponga la sentenza e che la lettura delle motivazioni faccia un po' di luce sul caso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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