Il dolore
Distrutti 4 mezzi e una moto, inagibile un appartamento
SANTO STEFANO MAGRA. Tre auto e una potente moto completamente distrutte dalle fiamme, tra cui la Peugeot 307 di proprietà dello zio del giovane carrarese arrestato (gli altri due mezzi sono una...
SANTO STEFANO MAGRA. Tre auto e una potente moto completamente distrutte dalle fiamme, tra cui la Peugeot 307 di proprietà dello zio del giovane carrarese arrestato (gli altri due mezzi sono una Panda a Gpl e una Smart), oltre a una quarta macchina, una Fiat Marea, semidivorata dal fuoco.
A tutto ciò vanno aggiunti gli ingentissimi danni subiti dalla costruzione, il cui porticato e il primo piano di sinistra sono del tutto inagibili e per essi saranno necessari interventi edilizi di somma consistenza. In pratica tutto il solaio e gli interni dell’appartamento, impianti elettrici e idraulici compresi, andranno rifatti di sana pianta.
Questo ha causato il rogo appiccato alle auto parcheggiate nel porticato e nel cortile dello stabile di via Ungaretti, composto da 12 appartamenti, dieci dei quali abitati (uno è sfitto e un altro funge da seconda casa dato che i proprietari risiedono altrove).
In più ci sono i danni causati alla facciata, ai terrazzi e agli impianti esterni. Il computo, però, poteva essere ben più alto dato che una delle auto distrutte dal fuoco era alimentata da Gpl e, solo grazie all’intervento dei pompieri, non è esplosa. Da rilevare che i vigili del fuoco hanno messo in campo due autopompe, una autobotte, una campagnola e 13 operatori. L’intervento, iniziato attorno alle 2,15 è terminato circa 5 ore dopo.
Facile immaginare cosa sarebbe successo se il serbatoio del gas fosse saltato in aria.
Sul fronte delle indagini, i carabinieri stanno ricostrunedo le cause che avrebbero indotto il giovane nipote a incendiare l’auto dello zio che appunto abita nel condominio. Pare che alla base del tutto ci siano degli antichi rancori dovuti a motivi di carattere lavorativo. Da quanto potuto apprendere, sembra che il carrarese 23enne Alessandro Masetti sia venuto a diverbio con il congiunto che è titolare di una lavanderia della zona. Pare inoltre che il marocchino abbia riferito di aver solo accompagnato l’amico.
Fatti che saranno le indagini a stabilire. Frattanto i due giovani arrestati nella notte dai carabinieri, il carrarese e il marocchino 22enne Badr Moussaddaq, ieri pomeriggio hanno sostenuto un interrogatorio di garanzia di fronte ai magistrati della Spezia, al termine del quale la misura restrittiva è stata tramutata in arresti domiciliari.(f.p.)
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