Il dolore
Cassa, i sindacati: «Un assordante silenzio»
Preoccupazione sul futuro dell’istituto in vista del piano industriale Carige, doppio appello ai presidenti della Fondazione e dell’azienda bancaria
CARRARA. «Da mesi non riusciamo a comprendere l’assordante silenzio della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara spa circa il futuro della nostra banca»: i sindacati aziendali della Cassa di Risparmio di Carrara (rsa Fabi e Fisac Cgil) lanciano un nuovo grido d’allarme su due fronti, Fondazione e azienda bancaria, in vista della prossima presentazione del piano industriale del Gruppo Carige (proprietario al 90% della Cassa di Carrara Spa).
«Lei signor presidente - scrivono rivolgendosi al presidente avvocato Alberto Pincione - è impegnato nelle sue attività culturali in qualità di organizzatore di eventi di rilievo nella nostra provincia e forse, così assorbito, non ha avuto modo di realizzare che ci stiamo avvicinando alla data in cui sarà ultimato il piano industriale del Gruppo Carige. Questo dovrebbe interessarla in quanto la Fondazione da lei presieduta è ancora proprietaria del 10% del capitale della Cassa di Risparmio di Carrara ed anche perché la Fondazione, pur con una quota così esigua, nomina tre membri del consiglio (presidente compreso)».
Aggiungono i sindacati: «Forse le sfugge che la nostra banca non è un’entità immateriale ma un’azienda in cui sono impiegate 320 persone e che il patrimonio della Fondazione da lei amministrata riviene dalla cessione delle quote della nostra banca e dai risultati economici raggiunti grazie all’impegno dei suoi dipendenti».
«Il richiamo va esteso - sottolineano inoltre i sindacati - anche ai membri del consiglio di amministrazione Crc da lei nominati ed in particolar modo al presidente a cui a nome dei 320 dipendenti e delle loro famiglie chiediamo: “E’ stata presa una qualche iniziativa a tutela dei lavoratori e dell’azienda in vista dell’imminente riassetto del gruppo? Se sì, quale? Se no, perché non è stato fatto? Per disinteresse o per incapacità o per mancanza di autorevolezza nel farsi ascoltare dal nuovo management del gruppo?”».
A detta dei sindacati aziendali bancari, «Il count down è già partito, ci aspettiamo una risposta a breve ed una presa di responsabilità su quanto sta accadendo prendendo magari esempio da altre realtà interessate ed a noi vicine come nel caso della Banca del monte di Lucca. Ci auguriamo che le nostre organizzazioni sindacali e tutti i lavoratori della Cassa di Risparmio di Carrara non vengano per l’ennesima volta delusi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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