Il Tirreno

Video hard coi bimbi, arrestato scrittore

Video hard coi bimbi, arrestato scrittore

La polizia postale in casa del pensionato ha trovato un centinaio di file raccapriccianti. Alcune vittime hanno due anni

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MASSA. Un centinaio di file video che ha scaricato, secondo l’accusa, consapevolmente sapendo che si trattava di filmati che riprendevano abusi sessuali e sevizie ai danni di minori. C’erano anche bambini e bambine che probabilmente non superavano i due anni di età che aveva archiviato e catalogato con tanto di titolo. Esplicito. Uno schifo, una vergogna. Così l’hanno definita gli inquirenti che hanno dovuto visionare quel materiale che hanno sequestrato in casa di Maurizio Centini, 64 anni, giornalista in pensione e scrittore di romanzi gialli. Thriller che vedono protagonista il criminologo Brunello Dotti di Montalcino. Montalcino, città natale di Centini. Lo scrittore è stato arrestato dagli agenti e portato in carcere a Massa in attesa della convalida.

L’indagine apuana è soltanto una piccola parte di un’inchiesta ben più ampia, che coinvolge il nord Italia, condotta dalla sezione reati di polizia telematica e postale delle squadre mobili di Massa e di Parma. Sono stati gli esperti emiliani a segnalare ai colleghi toscani che in un sito che tenevano sotto controllo per conto della Dda di Genova, che quando si tratta di minori conduce le danze, c’era un utente massese che stava scaricando filmati hard con protagonisti (sarebbe meglio dire vittime) dei minorenni. Era Centini. Cinque mesi di appostamenti online per monitorare la situazione, poi l’ordine di intervenire per fermare quell’orrendo traffico. Così da Genova è partita la richiesta di arresto e le manette sono scattate martedì mattina. Tre poliziotti hanno suonato alla porta dello scrittore e gli hanno detto che dovevano fare una perquisizione: gli hanno preso il computer, il tablet e alcuni hard-disk che aveva sulla scrivania. E poi gli hanno detto di seguirlo in questura. L’accusa è di possesso di materiale pedopornografico, rischia alcuni anni di carcere. E il sostituto procuratore Soffio questa mattina chiederà al giudice che resti in cella per il timore di inquinamento delle prove e soprattutto di reiterazione del reato.

Negli uffici della questura l’ex giornalista è venuto a sapere quali erano le contestazioni che gli facevano gli inquirenti. La sua spiegazione è stata che in quei file si è imbattuto per caso e che mano a mano che li scaricava li metteva in archivio per poterli consegnare alla polizia. Giustificazione che non ha mosso di un millimetro la sua posizione, che resta compromessa. «Quei video sono una cosa disgustosa, una roba che difficilmente una persona riesce a guardare», hanno detto i poliziotti. Prova ne sia che uno degli agenti che li stava visionando ha avuto un conato di vomito e si è fatto sostituire perché non riusciva ad andare avanti.

Resta ancora da accertare cosa ne facesse Centini di quei filmati. Gli investigatori sono sicuri che non li vendeva, in questi mesi non ci sono state tracce di contrattazioni in questo senso. Secondo loro li scambiava con qualcuno di un giro ristretto. Altra cosa certa è che i video non sono stati girati in Italia, in Europa può darsi. La procura di Massa vuole conferme, perché la sensazione è che quei bimbi dopo essere stati stuprati abbiano fatto una brutta fine. Insomma, una cosa davvero raccapricciante.

Oltre ai filmati con i minorenni negli hard-disk trovati nell’abitazione dello scrittore c’era altro materiale pornografico: fotografie, riprese amatoriali e quant’altro. Tutta roba veramente hard ma per la quale non sembra prospettarsi alcun tipo di reato. Almeno per quanto riguarda il possesso. Verrà visionato tutto dalla postale, per scrupolo. Ci sarà bisogno di qualche settimana per poter concludere l’informativa da inviare in procura. Ma l’indagine sulla pedopornografia prosegue sulla direttrice Parma-Genova. Altri utenti del sito in cui hanno pizzicato l’ex giornalista sono controllati. Sono imminenti almeno altri dieci provvedimenti, che non toccheranno però né la nostra provincia, né la Toscana.

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