Sicurezza
Piscina, la Butterfly porta il Comune in tribunale
L’amministrazione non versa più il corrispettivo mensile ai gestori dell’impianto La società: tentiamo l’accordo, ma di fronte ad un muro non c’erano alternative
MASSA. Per la legge è un tentativo di composizione della lite, ma nei fatti - per abbandonare ogni tecnicismo giuridico - Comune e Butterfly (la società cui è affidata la piscina) valicano le porte del tribunale. E chiedono ad un giudice di “metter pace” - sempre che vi riesca - tra i due contendenti.
Da una parte Palazzo civico, certo che il gestore dell’impianto non abbia fatto quanto previsto dalla convenzione e intenzionato a revocare il contratto. Dall’altra la società pronta, invece, a presentare giustificazione per la mancata realizzazione di parte delle opere: la struttura - questa l’argomentazione - presenta una serie di problemi che - rincara Butterfly - in occasione del primo sopralluogo non sono emersi. Il Comune si prepara a riprendere in mano la piscina e lo fa diffidando il gestore: se entro giugno non realizza tutte le opere elencate , nero su bianco, nella convenzione, Palazzo civico scioglie il contratto e l’impianto torna nella sua disponibilità. E, a dimostrazione che fa sul serio, il Comune stringe i cordoni della borsa. Il contratto di servizio prevede, infatti, che via Portafabbrica eroghi alla Butterfly un contributo mensile di 7mila euro, ma da fine 2013 il contributo non arriva più. Parola del sindaco Volpi: «In attesa che la società corregga le inadempienze non stiamo versando il corrispettivo».
E Rudy Goldin, direttore della piscina, conferma: «Il denaro non viene erogato e per pagare le utenze e garantire la funzionalità dell’impianto io e il presidente della società siamo stati costretti a decurtarci lo stipendio».
Palazzo civico svela le sue carte e il gestore fa lo stesso e decide di giocare la partita sul terreno del diritto civile, promuovendo un ricorso di fronte al presidente del tribunale. «Una strada - spiega Riccardo Lenzetti, avvocato della Butterfly - percorsa proprio per tentare la conciliazione ed evitare la lite. Del resto - rincara - non abbiamo alternativa, ci siamo trovati davanti ad un muro, questo è il nostro unico modo per interloquire con l’amministrazione e proporre le nostre istanze. Abbiamo presentato una variante rispetto ai lavori richiesti - continua l’argomentazione del legale - proprio per l’evidenza di alcuni vizi , ma non abbiamo trovato collaborazione. Dal Comune non abbiamo mai ricevuto neppure il certificato di conformità degli impianti elettrici. A queste condizioni era impensabile chiedere un finanziamento alle banche per realizzare le opere richieste dalla convenzione».
La scelta della società, quindi, è quella di portare la questione nella aule della giustizia civile. Punti di vista inconciliabili su cui adesso farà chiarezza il giudice. La convocazione è fissata per aprile: primo passo la nomina di un perito che valuterà l’impianto e verificherà - confermandola o smentendola - la presenza dei fatidici vizi. Aspetti tecnici: dalla tipologia di piastrelle alle canalette di scolo delle vasche.
Insomma, dopo gli scontri sulle tariffe e sull’uso delle corsie, continua il braccio di ferro tra amministrazione e Butterfly per la gestione dell’impianto. Del resto sulle condizioni della piscina hanno puntato gli occhi in parecchi: è dei giorni scorsi l’esposto del consigliere Benedetti, con tanto di foto allegate, per chiedere interventi immediati e strutturali.
Chiara Sillicani
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