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Il ladro morto e i commenti senza limiti sul web

Il ladro morto e i commenti senza limiti sul  web

Il caso. Quali sono i confini della libertà di opinione sulla pagina Facebook e sul sito di un quotidiano? Discutiamone - DITE LA VOSTRA

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Appena è stata inserita sulla nostra pagina Facebook la notizia della morte di un uomo folgorato da una scarica elettrica mentre tentava di rubare dei cavi di rame, la tribuna virtuale del giornale è stata inondata da una quantità impressionante di interventi. Tutti concordi su un fatto: quell’uomo - che aveva commesso un reato di tentato furto - aveva fatto “la fine che meritava”, che “altri come lui avrebbero dovuto farla”, in un continuo ripetersi di “Uno in meno”, “Peggio per lui”, “Godo”, “Dio esiste” e commenti simili, anche espliciti, con riferimenti a immigrati, zingari e stranieri in genere (e questo prima ancora che la notizia venisse aggiornata, con l’indicazione che la vittima era un cittadino romeno). Perciò abbiamo deciso di spiegare che questo genere di commenti non sarebbe stato tollerato. Perché queste sono le regole che ci siamo dati e alle quali non intendiamo rinunciare: il rispetto verso la vita umana, sempre, pur nel riconoscimento, anche chiaro e inequivocabile, di una colpa o di un reato.

Di quei commenti ne abbiamo “nascosti” diverse decine. La conseguenza è che siamo stati definiti “fascisti” e accusati di esercitare “censure inaccettabili”. Ora vorremmo trasformare quello che è accaduto in un momento di riflessione aperta e condivisa. Sul giornale in edicola ospitiamo il commento di un sociologo, che riflette sulla scomparsa, in questo caso, del sentimento della pietà.

Ma vorremmo che fosse lo spunto per un confronto sui temi dell’informazione commentabile; sui toni che assume ormai qualunque tipo di confronto dialettico, in una società dove, tutti, dai politici in giù, sembrano aver smarrito buon senso, educazione, rispetto per l’interlocutore di turno. Sui social network si può dire di tutto? Si possono esprimere giudizi lesivi della dignità umana, si possono usare termini che in altri contesti sarebbero vietati? In particolare come deve essere la discussione sulle pagine on line di un quotidiano? Non ritenete che debbano esserci dei limiti? Di questo vorremmo parlare con voi mettendo a disposizione i nostri spazi. Accogliendo tutti i contributi che porteranno elementi di giudizio costruttivi. E che saranno sicuramente utili a tutti noi.

Qua sotto, come documento, trovate tutti i commenti che sono apparsi sulla nostra pagina Facebook, compresi quelli che avevamo cancellato. Rappresentano la base da cui partire per la discussione. Ovviamente vi preghiamo di non usare questo spazio per aggiungere altri insulti.
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