Il Tirreno

Fiume marrone, il mistero si infittisce

La Provincia esclude che la causa sia lo smottamento all’altezza delle Capannelle

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MASSA. Sempre la stessa storia, da oltre una settimana. Il mattino l’acqua del Frigido è così pulita (almeno pare) che allungheresti volentieri una mano per bertene un sorso. Il fiume è limpido, limpidissimo, come alla sorgente.

Poi nelle prime ore del pomeriggio - e lì sta il nocciolo della questione - succede qualcosa e le acque del fiume cambiano colore e aspetto: addio all’azzurrino, arriva il marrone. Accompagnato dalla sensazione di un fondale melmoso, come se la fanghiglia scorresse sull’alveo. A chi vive lungo il Frigido e un occhio al fiume lo lancia ogni giorno la cosa non è sfuggita. E, in particolare, non è sfuggita la ripetitività del fenomeno: stessa dinamica, stesso orario, stesso colore.

All’altezza del ponte Triste il Frigido, ieri pomeriggio alle 15, nonostante la pioggia delle ore precedenti, è scuro tanto da allarmare i residenti. Qualcuno telefona in redazione ed esordisce con un “la storia si ripete”.

E adesso si tratta di capire cosa incontri il fiume lungo il percorso e cosa possa contribuire all’alterazione del colore. Risposta apparentemente facile perché i versanti montuosi da cui scende il Frigido sono alle prese con parecchie frane.

Un canale - questa la spiegazione abbozzata da qualcuno - attraversa il versante interessato dallo smottamento all’altezza delle Capanelle, quello - per intenderci - che ha costretto a chiudere la strada e a transitare dall’area della pesa pubblica. Bene il canale si immette nel Frigido. Probabile quindi che porti con sè fanghiglia. Ma la Provincia - ecco infittirsi il mistero - esclude che quel piccolo corso d’acqua, dalla portata davvero ridotta, possa addirittura mutare il colore del fiume e determinare un’alterazione così importante da essere visibile anche dopo chilometri di discesa verso valle.

Non soltanto, rimane il rebus dell’orario. Vero che sul versante sono in corso opere di messa in sicurezza che potrebbero determinare, a certi orari, maggiore afflusso di terriccio, ma altrettanto vero che gli orari non si ripetono identici ogni giorno e che, in ogni caso, il canale di immissione non ha “l’energia” per versare materiale in quantità nel letto del fiume.
Così il timore è che a “colorare” il Frigido non sia la natura, ma la mano dell’uomo. Tradotto: che qualcuno sversi quantità di materiale fangoso nel fiume, alternadone non soltanto il colore, ma la biologia.

Insomma, il Frigido non se la passa troppo bene: qualche tempo fa alla prese con la marmettola, adesso con il fango. Forse il bianco impressiona meno del marrone, ma in ogni caso l’azzurro cristallino è preferibile, segnale di salute del corso d’acqua e dell’ambiente circostante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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