Il Tirreno

COMITATO DIRITTO ALLA SALUTE REPLICA ALL’ASL SUL CASO OSPEDALI

«Nel nome dei tagli aumentano i rischi per le partorienti»

«Nel nome dei tagli aumentano i rischi per le partorienti»

FIVIZZANO. Il Comitato per il diritto alla salute in Lunigiana in risposta al comunicato diffuso dall'Asl apuana nei giorni scorsi, plaude ironicamente al fatto «che a distanza di quattro anni dalla...

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FIVIZZANO. Il Comitato per il diritto alla salute in Lunigiana in risposta al comunicato diffuso dall'Asl apuana nei giorni scorsi, plaude ironicamente al fatto «che a distanza di quattro anni dalla chiusura dell’ultimo reparto maternità lunigianese si è pensato di dotare il servizio di elisoccorso di una culla termica, peccato che nel frattempo non ci sia più il personale specialistico visto che si è eliminata, con il benestare del Tribunale Amministrativo Regionale, la reperibilità ostetrica-ginecologica e pediatrica deputata a gestire le urgenze direttamente in Lunigiana e ad accompagnare donne in travaglio e eventuali neonati».

Il Comitato prosegue nella sua nota ritenendo che «dopo la chiusura di ben due reparti maternità in Lunigiana con relativi notevoli risparmi di risorse, le nostre donne abbiano almeno sacrosanto diritto, nel momento dell’insorgenza del travaglio, di essere accompagnate da un ginecologo e da un’ostetrica visto che i tempi di percorrenza dalla Lunigiana al reparto maternità di Montignoso superano di gran lunga la mezzora e che i nostri bambini trovino un pediatra reperibile sulle 24 ore al pronto soccorso nei due ospedali lunigianesi».

Qui iil Comitato Lunigiana entra in merito anche alla scelta di trasferire il dipartimento medico infantile nel nuovo ospedale della Apuane «riteniamo sia un autentico schiaffo morale alla Lunigiana l’accordo siglato in conferenza dei sindaci visto che si è deciso giustamente di inglobare il dipartimento materno infantile nel nuovo ospedale delle Apuane ma al contempo di lasciare un punto nascita di terzo livello (altamente specialistico) presso la Cardiochiurgia di Montignoso. In poche parole alla Lunigiana, che territorialmente costituisce i due terzi della provincia, manca il pane (un punto nascita di primo livello) ma alla zona di Costa si serve anche il prosciutto (un punto nascita di terzo livello oltre a quello di secondo livello presso il nuovo ospedale attualmente in costruzione). Oltretutto – prosegue il Comitato- lo sanno i sindaci che di notte il medico reperibile per i viaggi di trasporto verso gli altri ospedali che dovrebbe sostituire il medico di emergenza impegnato a trasportare un paziente in codice rosso verso gli ospedali della Costa può arrivare tranquillamente da Pisa o da Genova?».

Qui la critica finale «è veramente ora di finirla e se i sindaci lunigianesi non sono capaci, visto che si sono fatti togliere anche l’infermiere del 118 di notte ad Aulla, a battere i pugni per garantire la salute dei propri cittadini almeno per quanto concerne le urgenze, chiediamo ai cittadini lunigianesi di non subire supinamente ma di denunciare sui giornali ogni disservizio».(r.l.)

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