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Maxievasione, a giudizio l’avvocato Lalli

Maxievasione, a giudizio l’avvocato Lalli

Citazione diretta per infedele dichiarazione. La procura: all’appello mancano 9 milioni di redditi, 3,8 di Irpef e 1,7 di Iva

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CARRARA. Il re degli avvocati del lavoro, il carrarese Claudio Lalli, sarà sotto processo fra circa un mese per una presunta maxi evasione fiscale milionaria, che si sarebbe protratta secondo l’accusa dal 2007 al 2011.

La pm titolare dell’inchiesta, la dottoressa Rossella Soffio, ha deciso di procedere con un decreto di citazione diretta dell’imputato. Secondo l’impostazione della pubblica accusa, negli anni presi in esame, complessivamente l’avvocato Lalli avrebbe indicato nelle dichiarazioni fiscali importi inferiori di redditi a quanto effettivamente avrebbe dovuto (sempre secondo gli inquirenti). Questa, quindi, è la convinzione della magistratura, che dovrà passare il vaglio del tribunale.

In particolare, a quanto emerge, le cinque dichiarazioni dei redditi” - questa l’ipotesi di reato contestata all’avvocato Claudio Lalli - sarebbero state complessivamente inferiori per circa nove milioni di euro, e nei 5 anni, questo avrebbe comportato il mancato versamento dell’Irpef per circa 3,8 milioni, e dell’Iva di un milione e 700 mila euro circa.

Nel procedimento la parte offesa è l’Agenzia delle Entrate di Carrara, che evidentemente conta attraverso il processo di rientrare in possesso di quelle che ritiene le sue spettanze.

Arriva così in aula, a Massa, una vicenda con un imputato davvero eccellente, simbolo degli avvocati del lavoro della nostra provincia e non solo, una vicenda che era deflagrata lo scorso anno, proprio di questi tempi, quando la Procura - a seguito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza - aveva deciso di porre sotto sequestro beni immobili e mobili nella disponibilità dell’avvocato carrarese, compresa la villa di famiglia, per un importo praticamente pari alla presunta imposta evasa.

Il sequestro preventivo che fu disposto dalla Procura di Massa-Carrara aveva riguardato, in particolare, sia la villa in città sulle colline del Marasio sia l'altra a Porto Cervo, nel paradiso della Costa Smeralda in Sardegna.

L'inchiesta sarebbe nata a seguito di una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di finanza, che negli uffici di via Roma dell'avvocato Claudio Lalli si presentò nell’aprile del 2012 per acquisire della documentazione.

La Guardia di finanza e la Procura per lunghi mesi hanno passato al setaccio tutta l'attività professionale del legale carrarese, e hanno prima deciso di procedere con il sequestro preventivo poi, dopo l’avvio dell’avviso di conclusione delle indagini, ecco la mossa di procedere con la citazione diretta dell’imputato.

Appuntamento il prossimo 24 marzo.

(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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