Il dolore
La giunta si allarga? Volpi frena ma ci pensa
Si parla di un allargamento a un renziano, il Pd però non spinge e Bugliani dice: non accetterei
MASSA. Matteo Renzi sale al Colle e con lui si muove il popolo dei renziani: politicamente è arrivato il momento dei rimpasti, o riordini come alcuni preferiscono chiamarli; tremano le giunte di tutta Italia, a partire da quella regionale, dove Rossi silura tre assessori e li sostituisce. Ma a Massa l’effetto Renzi non si sente. Qui il Pd è guidato da cuperliani e di “movimenti” non se ne parla. Eppure, questo poteva essere l’occasione per il sindaco Alessandro Volpi di nominare un sesto assessore, magari renziano, visto che una delle critiche ricorrenti che viene rivolta al primo cittadino è quella di una giunta troppo ristretta e sovraccaricata di lavoro. «Se mai si dovesse parlare di un rimpasto di giunta – dice il sindaco – dovrebbe essere il Pd a chiedermelo, ma dal partito non è arrivata nessuna sollecitazione in questo senso. Un rimpasto di giunta non è all'ordine del giorno; io rimango fedele alla mia linea e agli uomini che ho scelto sei mesi fa».
E poi non è detto che l’ipotetico rimpasto debba andare a vantaggio di un renziano: «Nel caso in cui il Pd dovesse proporre un nome in sostituzione di uno dei suoi assessori, o in aggiunta agi attuali, comunque dovrebbe essere un uomo o una donna di cui mi fido. I partiti possono anche esprimere le loro preferenze, ma poi in giunta deve entrare un assessore che sappia collaborare, lavorare e che abbia le caratteristiche che io cerco», puntualizza Volpi, che però rassicura: «Se dovessi capire che la mia giunta da sola non ce la fa a seguire tutto, aggiungerò un sesto assessore. Non mi impicco ad una giunta a 5 solo per idee di risparmio economico. Si può cambiare idea». Ma a quel punto, insistiamo, sarebbe un assessore renziano? Risponde Volpi: «Prematuro per dirlo».
Nei corridoi della politica però, è tutto un gran vociare: unico nome, veramente espressione renziana, che Volpi dovrebbe prendere in considerazione, si dice, è quello di Giacomo Bugliani, ma tra i due i rapporti sarebbero “al minimo” e il giovane consigliere ha rapporti tesi anche con il suo partito, nonostante in questi mesi, ci confessa, il Pd appaia più accondiscendente.
« Il Pd – spiega lo stesso Bugliani – non si esprime mi pare, anche se sarebbe politicamente corretto. Non si parla del mio eventuale ingresso in giunta, che io, comunque, non accetterei, come ho già avuto modo di dire altre volte».
A sgombrare il campo da incertezze ci pensa il segretario comunale del Pd Adriano Tongiani: «È prematuro parlare di un rimpasto di giunta. Non lo avrei chiesto neanche se fossi stato fin dalle origini renziano. Ad un certo punto dovremo fare una verifica dell'azione amministrativa, con i punti di forza e le debolezze e allora potremo guardare a nuovi scenari, ma solo in funzione del programma e non delle peggiori logiche partitiche stile prima Repubblica».(mda)
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