Il dolore
L’indagine della Forestale parte dal polverino 500 mesh
PALLERONE. «Il day after dell’operazione “500” condotta da Corpo Forestale dello Stato e Arpat di Firenze ha inferto un altro colpo al già compromesso ambiente della periferia di Pallerone dove,...
PALLERONE. «Il day after dell’operazione “500” condotta da Corpo Forestale dello Stato e Arpat di Firenze ha inferto un altro colpo al già compromesso ambiente della periferia di Pallerone dove, tanto per non dimenticare, esiste l’ex area Cjmeco, una sorta di mega discarica a cielo aperto e non, dato che rifiuti di ogni genere vengono scorti all’esterno e dentro gli ormai fatiscenti capannoni industriali».
Questo il pensiero di un residente la cui abitazione sorge poco distante dall’area in questione, nei pressi della quale c’è appunto la Med Link srl, una delle aziende coinvolte, secondo quanto ricostruito da Forestale e Arpat, in un traffico illecito di rifiuti.
Ed ecco le accuse nei confronti dei denunciati, tra cui il 70enne viareggino Pietro Raciti, amministatore unico della Med Link srl, accusato di aver organizzato il traffico di polverino 500 mesh, il rifiuto sabbioso contenente metalli pesanti, uno scarto derivato dal sistema di abbattimento polveri di impianto che tratta altri rifiuti che, invece di essere smaltito, sempre secondo gli inquirenti, veniva stoccato in big bags per poi essere rivenduto come sottoprodotto per la produzione di calcestruzzo.
Denunciati anche il carrarese 66enne Renato Iardella, consulente ambientale della Med Link srl e Luca Farinelli 27enne di Camporgiano in Garfagnana, amministratore unico della ditta La Service srl con sede ad Avenza: il primo è accusato di aver reso possibile il traffico del polverino fornendo consulenza professionale, mentre il secondo è accusa di gestione non autorizzata di rifiuti per lo stoccaggio di big bags di polverino 500 mesh.
Oltre a queste persone, la Forestale e l’Arpat fiorentine ne hanno denunciate altre che operavano in varia misura con ditte di Prato, Firenze e Biella.
Adesso la questione approda sui tavoli degli studi legali che gli accusati hanno scelto per difendersi dalle accuse a loro carico.
L’operazione «500» prende appunto la denominazione dal polverino 500 mesh, trovato stoccato in big bags durante il blitz della Forestale e dell’Arpat fiorentine nella varie aziende coinvolte.
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