Il Tirreno

«Si dimetta il presidente del Parco Apuane»

Legambiente e Italia Nostra contro Putarmorsi. Ma anche il Pd esprime «sconcerto e stupore»

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MASSA CARRARA. Tutti contro Alberto Putamorsi, presidente del Parco Apuane per le sue dichiarazioni critiche (oggi in parte corrette, vedi articolo nelle pagine regionali) verso il piano paesaggistico delle Regione che, così com’è porterà alla chiusura dell’80% delle cave nei confini del Parco delle Apuane.

Per Legambiente Putamorsi dovrebbe dimettersi «immediatamente da un ruolo che non conosce o sta tenendo in ostaggio per coprire interessi speculativi consigliandogli di candidarsi a fare l’assessore al marmo in qualche amministrazione compiacente o il funzionario di Confindustria».

Richiesta di dimissioni anche da parte di Italia Nostra. Il presidente regionale Antonio Dalle Mura ha scritto al presidente della Regione Enrico Rossi «dopo aver letto le impudiche dichiarazioni del presidente del Parco, evedidentemente impegnato non alla tutela del territorio ma agli interessi delle lobbies del marmo».

Parole di fuoco anche dal Pd che esprime attraverso il segretario massese Adriano Tongiani «sconcerto e stupore».

«Sconcerto - spiega Tongiani - perché avremmo capito se tali dichiarazioni fossero state rese da una associazione di categoria dei cavatori arroccata sui propri meri interessi corporativi, pronta a giocare una partita negoziale a tutela di se stessa, ma è sconcertante che la critica al piano, in quella forma e con quei contenuti, provenga dal presidente del Parco la cui missione istituzionale non è certo quella di tutelare l'attività estrattiva ma esattamente al contrario: ovvero la tutela del paesaggio, dell'ambiente, della biodiversità e ,nel caso delle Apuane, delle forme di presidio umano e di economie storicamente caratterizzata dalla sostenibilità. Una tutela che deve essere attivata soprattutto rispetto a quelle attività ,come l'attività estrattiva, che può compromettere se non distruggere ,gli ambienti naturali ed antropici oggetto di tutela e valorizzazione»

Ci va giù duro Tongiani con il compagno di partito: «Abbiamo già avuto modo di significare direttamente al presidente Putamorsi che il parco delle Apuane non è nè l'Ente Cave nè una generica comunità montana delle Apuane, ma un Ente caratterizzato da una missione specifica di tutela ambientale che deve giocare una partita istituzionale, la cui sintesi è affidata alla Regione ed agli enti locali del territorio». «Ma aldilà dello sconcerto siamo oltremodo stupiti che la posizione assunta, per quanto inopportuna, non si sia minimamente accompagnata ad un barlume di riflessione che aiuti ad istaurare un rapporto qualificato tra attività estrattiva ed ambiente ,che è il vero tema con cui ci dovremo confrontare partendo dalla costatazione che il modello di sviluppo che ha caratterizzato le Apuane sino ai nostri giorni ha esaurito la propria capacità di creare una ricchezza diffusa, in una moderna accezione, a beneficio delle popolazioni e anche per questo dovrà essere necessariamente ripensato affinchè le Apuane ,per quel che rappresentano nel loro complesso, possano costituire un asset territoriale in grado di generare ben più occupazione, sviluppo e qualità ambientale di quanto oggi ne generino. Del resto - insiste Tongiani - anche in questo risiede la specificità del Parco delle Apuane sin da quando fu istituito. Certamente in tale quadro l'attività estrattiva e la lavorazione del marmo costituiscono una attività fondamentale ma che, al contrario del passato, deve essere riconsiderata in una prospettiva diversa rispetto al modello "far west" sin qui seguito , una prospettiva che certamente dia valore a tale risorsa ma al contempo la renda il più possibile compatibile con gli assetti ambientali e gli interessi delle popolazioni e non solo di una sua parte. Una riflessione che andrà compiuta ,e noi la faremo, in forme proprie e nelle sedi più opportune a partire dal consiglio comunale, acquisendo pienamente il contributo che la Regione ci offre sia con la bozza del piano paesistico sia con la nuova legge sulle cave. Del resto - conclude Tongiani - il nuovo regolamento delle attività estrattive di cui anche il nostro comune dovrà dotarsi, dovrà basarsi proprio su tale riflessione alla quale il PD non farà mancare il proprio contributo. Per questo vorrei invitare il Presidente Putamorsi ad evitare ulteriori improprie esternazioni, contraddittorie con il proprio ruolo ed invece contribuire con la propria esperienza, alla costruzione di nuovi assetti civili ed ambientali che facciano delle Apuane , per parafrasare metaforicamente Calamandrei,"La cittadella inespugnata" di una nuova cultura dello sviluppo e la tangibile testimonianza di una riconciliazione tra l'uomo ed il suo ambiente. In ogni caso e per ogni evenienza su una cosa ci sentiamo di rassicurare Putamorsi… Indietro non si torna! ».

Un fuoco di fila insomma per dire che il piano paesaggistico della Regione va bene così e non tocca.

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