Il Tirreno

Lago di Porta, è caccia alla pianta infestante

di Melania Carnevali
Lago di Porta, è caccia alla pianta infestante

Montignoso, un’ alga sudamericana mette a rischio la flora e la fauna di tutta l’area Convenzione tra l’Università e il Comune per studiarla ed estirparla

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MASSA. Qualche anno fa partì la caccia al coccodrillo - mai trovato - che aveva deciso di “prender casa” a Massaciuccoli. Ora, a proposito di esotismo, è il turno di un’alga sudamericana nel lago di Porta. Il comune sta collaborando con l’Università di Firenze per fare uno studio biologico e mettere a punto un sistema per debellarla.
Si chiama Myriophyllum Acquaticum ed è una pianta rizomatosa acquatica verde con foglie fini che sembrano stelle. Una bellissima pianta, peccato però che sia originaria del Rio delle Amazzoni e la sua presenza nell’area metta a rischio l’ecosistema locale. Questa pianta ha infatti la capacità di diffondersi rapidamente sostituendosi ad altra vegetazione autoctona, cosa che, nel complesso meccanismo della catena alimentare, potrebbe danneggiare anche la fauna.

«È una pianta infestante che si radica a fondo - spiega la biologa Barbara Vietina - e il rischio è che arrivi anche dentro i chiari (i piccoli specchi d’acqua paludosi ndr) da cui sarebbe molto difficile toglierla. Del resto lì si è già insinuata. È da anni che c’è e cerchiamo di toglierla, ma il metodo del taglio classico non basta. Ricresce. Bisogna studiare una soluzione definitiva per estirparla del tutto».

La pianta si è diffusa in particolare intorno alla Fossa Fiorentina (immissario del Lago di Porta), ma se non debellata potrebbe estendersi anche nelle altre zone. Lo studio biologico dovrà quindi analizzare le sue caratteristiche e individuare il metodo per “sconfiggerla”. Uno studio che, tra l’altro, essendo il primo, potrebbe fare scuola ed essere utilizzato anche per altre aree. Ma se è una pianta esotica come è arrivata al Lago di Porta? Ovviamente con la mano dell’uomo. I biologi azzardano una teoria. «Essendo una pianta che si utilizza per decorare gli acquari - spiega Barbara Vietina - è molto probabile che qualcuno, una volta deciso di non tenerlo più ,lo abbia scaricato nel lago. Magari pensando anche di fare una cosa giusta». La convenzione verrà finanziata con seimila euro ricavati da un fondo regionale per le zone umide che il comune di Pietrasanta (proprietario insieme a quello di Montignoso dell’area del Lago di Porta) aveva ottenuto nel 2005 per dei lavori di scavo intorno alla fossa. Lavori che non sono mai stati completati.

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