Sicurezza
Domani arriva un nuovo magistrato
Prima nomina, abita a Genova ma è di origini pugliesi. Ma la procura aspetta ancora un rinforzo
MASSA. Arriverà domani mattina, presterà giuramento e poi entrerà ufficialmente nella squadra della procura di Massa. Il nuovo sostituto si chiama Roberta Moramarco e giunge da Genova. Origini pugliesi. È fresca di studi, nel senso che ha terminato da poco il corso che prepara gli uditori al lavoro da pm. Sostituisce, dopo una lunga attesa che ha creato non pochi problemi a chi doveva occuparsi dei fascicoli, il collega Federico Manotti. E principalmente si occuperà di casi che riguardano la violenza sulle donne. Ma non solo.
La procura di Massa aveva assoluto bisogno di rimpinguare un organico carente. L’emergenza è durata per tutto il 2013. Il tempo necessario per far terminare l’apprendistato degli uditori. Anche se nonostante l’arrivo di Moramarco i conti non tornano: a Roma il procuratore capo Aldo Giubilaro ha già chiesto, in virtù della complessità del territorio e del malaffare che si sta scoperchiando via via, un sostituto in più. Il distretto della corte d’Appello di Genova però è tutto in emergenza e forse proprio per questo dalla Lanterna non si sentono le richieste di aiuto che arrivano dalle Apuane.
A Massa era venuto il procuratore generale di Genova, Vito Monetti. Era stata una visita “pastorale”, come aveva tenuto a puntualizzare. Ma in realtà dietro si nascondeva il malessere della nostra procura. Troppe inchieste importanti che stavano (e stanno) arrivando nella fase cruciale (il buco dell’Asl, le frane di Lavacchio e di Mirteto) e troppi processi che devono essere seguiti dai pubblici ministeri. Tradotto: non ci sono gli uomini per poter seguire tutto. Il procuratore generale ha preso atto della situazione e ha consigliato di seguire i procedimenti che riguardano i reati più grossi, ma non ha detto di tralasciare il resto. Ha chiesto pazienza in vista di una riorganizzazione.
Manotti ha lasciato Massa-Carrara nel dicembre del 2011. La sua sostituta arriva ventisei mesi dopo la sua partenza. Tempi incredibilmente lunghi, che hanno costretto i quattro colleghi rimasti a fare i salti mortali per seguire tutte le inchieste pendenti. E quelle che sono venute nel frattempo. Adesso sono tornati in cinque, il rinforzo invece non è arrivato e probabilmente non arriverà più.
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