Il Tirreno

azienda in crisi

San Carlo: produzione della minerale quasi ferma

MASSA. Il rilancio dell’acqua minerale e del polo termale-turistico di San Carlo? Un miraggio, un capitolo sempre presente nei programmi elettorali di sindaci e partiti, ma mai attuato. A due anni...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il rilancio dell’acqua minerale e del polo termale-turistico di San Carlo? Un miraggio, un capitolo sempre presente nei programmi elettorali di sindaci e partiti, ma mai attuato. A due anni dall’acquisto del complesso da parte degli imprenditori locali Emilio Taddeucci e Massimiliano Dini (che subentrarono alla disastrosa esperienza del gruppo romano dei Vichi che aveva promesso investimenti per 15 milioni di euro e che non fece nulla, travolto da un’indagine giudiziaria), la situazione della piccola azienda dell’«acqua più buona d’Italia» è sconfortante. Mentre di progetti di rilancio non si parla più.

«Degli otto dipendenti, due sono stati licenziati, mentre altir tre sono in ferie forzate, in attesa delle lettere di fine rapporto», sostiene il comitato “Salvaguardia territorio e ambiente montano”, formato da abitanti della zona di San Carlo. E tutto questo accade mentre – accusano ancora – «il parco termale è in uno stato di abbandono totale (è chiuso da oltre due anni) così come la struttura adiacente. Non migliore è la situazione dell’impianto di imbottigliamento, che produce soltanto pochi giorni al mese».

Ad aggravare il quadro, poi, ci sarebbe anche il silenzio della proprietà, che fa sospettare un disimpegno: «Il sindacato Usi-Ait dopo un incontro in cui vennero illustrati i piani di licenziamento, non è stato più ricevuto e anche noi del comitato non siamo mai riusciti a parlare con i proprietari».

Insomma, Un quadro «drammatico», secondo i sostenitori del Comitato che dicono «adesso basta», chiedono «chiarezza» e vogliono sapere «quale futuro si prospetta per il paese di San Carlo e per le sue preziose acque». E per questo sollecitano l’intervento del sindaco Alessandro Volpi e delle istituzioni, anche perchè, ricordano, «in ballo c’è un bene pubblico, le cui concessioni sono gestite dal Comune».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web