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Erre Erre, inchiesta bis sul fallimento

Erre Erre, inchiesta bis sul fallimento

Potrebbe esserci un’altra tranche oltre al filone legato alla bancarotta e al peculato, con altri indagati eccellenti

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CARRARA. Potrebbe esserci un’inchiesta-bis legata al fallimento di Erre Erre, fallimento dichiarato nel luglio del 2011. La società nacque fra la Delca di Del Carlo (49%) e il Cermec (51%), quindi con il socio pubblico di maggioranza.

Come abbiamo scritto ieri, il filone principale vede come capi di imputazione bancarotta fraudolenta, peculato “e altro”, come scrive la pm Rossella Soffio nell’avviso di richiesta di proroga delle indagini di altri sei mesi.

I dieci indagati, lo ricordiamo, sono i soci della Delca (ora in concordato preventivo) Domenico Del Carlo e il fratello Felicino Del Carlo, oltre a Matteo Del Carlo, figlio di Domenico, tutti di Porcari; i professionisti, avvocati Natale Giallongo di Firenze e Sergio Menchini di Massa. E ancora: l'ex presidente ed ex direttore del Cermec, il carrarese Roberto Vaira (alla Erre Erre fino al 2007); Andrea Gnesi, di San Giuliano Terme; Vittorio Mazzanti, di Massa; Alessandro Salutini, di Porcari; Francesca Taponecco, di Carrara.

Tutto partirebbe dalla dichiarazione di fallimento, che come detto risale al luglio del 2011. Ad emetterla fu il gip Giovanni Sgambati.

L’aspetto nuovo che trapela è che vi potrebbe essere un altro filone di indagini, un’inchiesta bis con almeno un altro indagato eccellente, sempre per fatti avvenuti nei mesi immediatamente precedenti alla dichiarazione di fallimento della Erre Erre, nata per realizzare bricchette di cdr (combustibile da rifiuti).

Anche di questa inchiesta-bis se ne saprà di più nei prossimi giorni.

Ovviamente, lo ribadiamo, il fatto che una persona sia indagata significa semplicemente che il pm intende fare approfondimenti e vagliare le posizioni. Al termine delle indagini preliminari, potrebbe essere la stessa dottoressa Soffio a chiedere il proscioglimento di alcuni o tutti gli indagati, o chiederne il rinvio a giudizio.

I fatti contestati in questa tranche di bancarotta fraudolenta, peculato “e altro” si riferiscono a fatti avvenuti a Vicopisano in data anteriore e prossima al 31 dicembre 2010; l’iscrizione dei dieci nel registro degli indagati è del 12 aprile 2013.

Il professor Sergio Menchini, al momento, preferisce non fare dichiarazioni. L’avvocato Pier Paolo Zambella, che assiste l’ex presidente e direttore del Cermec Roberto Vaira, si mostra tranquillo: «Di questo procedimento ho appreso dal suo giornale. Detto questo, non ho dubbi che il mio assistito sia estraneo ai fatti. Ricordiamo che la Erre Erre è fallita nel 2011, ma Vaira vi è rimasto fino al 2007 e a quella data si parlava solo di preventivi e impegni di spese senza che sia stato costruito alcunché. Non solo: in Cermec è stato presidente fino al 2005, e da quella data fino al 2010, quando è uscito, direttore. In Cermec non aveva ruoli deliberativi e prima, in Erre Erre non ha contribuito, si può dire, ad acquistare una vite. Tenga conto che ci sono pronunciamenti espliciti in favore di Roberto Vaira: ad esempio, nella richiesta di sequestro di Unipol, ne siamo usciti vincitori». (m.b.)

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