Il Tirreno

Fallimento Erre Erre, dieci indagati

Fallimento Erre Erre, dieci indagati

Spunta una nuova inchiesta della procura, coinvolti nomi eccellenti: le ipotesi, peculato e bancarotta fraudolenta

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CARRARA. Spunta un’inchiesta eccellente per il fallimento di Erre Erre, nata come società mista fra Delca (49%) e Cermec (51%) nel 2003: avrebbe dovuto produrre cdr (combustibile da rifiuti in bricchette), e invece fu dichiarata fallita nel luglio del 2011. Dieci gli indagati.

I capi di imputazione sono bancarotta fraudolenta e peculato, che vi sia un’indagine si apprende perché agli indagati è stata notificata la richiesta di proroga del termine di durata delle indagini preliminari. In sostanza il pm titolare dell’inchiesta, Rossella Soffio, avvisa i dieci e i loro avvocati difensori che è scaduto (lo scorso novembre) il termine previsto dall’articolo 405, pertanto chiede la proroga di sei mesi per ulteriori approfondimenti.

I dieci indagati. Ma vediamo chi sono gli indagati: vi figurano i soci della Delca (ora in concordato preventivo) Domenico Del Carlo e il fratello Felicino Del Carlo, oltre a Matteo Del Carlo, figlio di Domenico; ci sono i professionisti, avvocati Natale Giallongo e Sergio Menchini (quest’ultimo professore universitario). E ancora: l’ex presidente ed ex direttore del Cermec, Roberto Vaira; Andrea Gnesi, di San Giuliano Terme; Vittorio Mazzanti, di Massa; Alessandro Salutini, di Porcari; Francesca Taponecco, di Carrara.

Sull’inchiesta vi è uno stretto riserbo. A quanto emerge, tutto partirebbe dalla dichiarazione di fallimento, che come detto risale al luglio del 2011. Ad emetterla fu il gip Giovanni Sgambati; il professor Sergio Menchini, che adesso figura fra gli indagati in questo procedimento (avviato nel 2013) era il consulente degli azionisti Erre Erre.

Erre Erre è già stata al centro di un’altra inchiesta, relativa alla presunta truffa aggravata per la costruzione dell’impianto iniziata nel 2008 con un finanziamento comunitario di 16 milioni di euro, poi saliti a opera compiuta a 23 milioni.

Questa nuova tranche, da quanto emerge, sarebbe una “costola” della principale, scaturita da indagini susseguenti alla dichiarazione di fallimento. Nella richiesta di proroga delle indagini, il pm Rossella Soffio sottolinea che i presunti reasti sarebbero stati accertati fino al 31 dicembre 2010 a Vicopisano, quindi nella sede centrale della Delca, azionista privato di Erre Erre. Non resta che attendere di saperne di più.

I reati ipotizzati: pene fino a 10 anni.Vediamo cosa prevedono i reati ipotizzati.

Rispetto alla bancarotta fraudolenta, il reato è punito con la reclusione da tre a dieci anni, «se è dichiarato fallito, l'imprenditore, che (1) ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato in tutto o in parte i suoi beni ovvero, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, ha esposto o riconosciuto passività inesistenti; (2) ha sottratto, distrutto o falsificato, in tutto o in parte, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizi ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o li ha tenuti in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari. La stessa pena - prosegue la legge - si applica all'imprenditore, dichiarato fallito, che, durante la procedura fallimentare, commette alcuno dei fatti preveduti dal n. 1 del comma precedente ovvero sottrae, distrugge o falsifica i libri o le altre scritture contabili. È punito con la reclusione da uno a cinque anni il fallito, che, prima o durante la procedura fallimentare, a scopo di favorire, a danno dei creditori, taluno di essi, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione».

In merito al peculato, «Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di danaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita».

L’altra inchiesta. truffa al Cermec. Ricordiamo che un mese fa erano stati tutti rinviati a giudizio i sedici indagati nella tranche d’inchiesta sulla truffa al Cermec:Domenico Del Carlo, Ezio Ronchieri, Marco Andreani, Fabbio Vernazza, Valter Picchi, Roberto Vaira, Luciano Bertoneri, Luciano Tassoni, Giampiero Squaglia, Piero Pregliasco, Angelo Zucca,Carlo Righini, Renato Biagioni, Michele Del Freo, Augusto Cardinotti, Giovanni Menna. Questo processo si aprirà il 28 maggio prossimo, davanti al tribunale di Massa. (m.b.)

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