Il Tirreno

«Dieci anni per un pozzo non potabile»

«Dieci anni per un pozzo non potabile»

Renzo Martelloni consigliere di opposizione attacca il sindaco Manenti sui lavori infiniti nella frazione di Pontebosio

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LICCIANA NARDI. Renzo Martelloni, consigliere comunale di opposizione, attacca il sindaco, Enzo Manenti, in merito ai lavori in corso da tempo presso un pozzo nella frazione di Pontebosio.

Lavori che, secondo l’esponente della minoranza «vanno avanti da 10 anni ma ancora non si può effettuare l’allaccio e quindi i residenti continuano a fare i conti con l’emergenza idrica, cioè con uno dei problemi che caratterizzano il nostro Comune che, restando in tema “fa acqua da tutte le parti”. Ogni anno sempre peggio, dato che da oltre 6 la società Gaia sta facendo alimentare il vascone in località Castello di Monti con cisterne su camion. Tutto questo doveva cessare al momento della realizzazione del nuovo pozzo di Pontebosio che sarebbe servito a potenziare l’acquedotto comunale: progetto compromesso visto che purtroppo questo nuovo pozzo non potrà essere utilizzato e autorizzato, per la mancanza dei requisiti di igiene e potabilità previsti dalla legge».

«Quello che è successo a Licciana Nardi ha dell’incredibile - aggiunge Martelloni, nell’occasione supportato dal collega Pierluigi Belli - considerato che per realizzare il nuovo pozzo ci son voluto 10 lunghi anni, otto dei quali sotto le amministrazioni del sindaco Enzo Manenti. Ma a quanto pare non son bastati! Gaia, gestore dei servizi idrici, ci ha fatto sapere, come scrive nella lettera con protocollo 205 del 14 gennaio 2014, che la situazione risulta peggiore di prime. Il vecchio pozzo idrico ha una portata acqua pari a zero, mentre quello nuovo, non solo non raggiunge la quantità di acqua prevista, ma non può essere autorizzato e quindi l’acqua non può essre usata, per la mancanza dei requisiti di igiene e potabilità previsti dalla legge, ossia, distanza insufficiente da scarichi esistenti, case troppo vicine e mancanza di fognature. Questo nuovo pozzo derivava dall’accordo fatto tra Comune e ditta in questione, sancito dalla delibera n. 128 del 4 ottobre 2001: accordo con cui la ditta si impegnava con il Comune a sostenere tutti i costi per la realizzazione del pozzo. Il Comune, con lettera protocollo n. 8589 del 25 settembre 2010, dava la disponibilità dell’area comunale dove poter realizzare il nuovo pozzo di prelievo dell’acqua per alimentare l’acquedotto di Monti. Nel settembre 2011 venne comunicato ai tecnici di Gaia che il nuovo pozzo era stato realizzato. Chi ha sbagliato? Chi ha dato le autorizzazioni? Chi non ha fatto rispettare i lavori? A chi spetterà l’onere della realizzazione di un nuovo pozzo? Se qualcosa è stato sbagliato, qualcuno dovrà pagare!» conclude il consigliere di opposizione Renzo Martelloni.

Interpellato sulla questione, il sindao Enzo Manenti così replica: «In effetti la posizione di questo pozzo è da ritenersi provvisoria, dato che si sta cercando un’altra collocazione, visto che la distanza dalla struttura alle case limitrofe deve essere almeno di 200 metri. Nella zona c’è carenza idrica e quindi c’è bisogno di nuove fonti di approvigionamento, ma al momento l’aqua del pozzo non può essere messa in rete. La società Gaia e la ditta di costruzione stanno peraltro accordandosi per cercare un altro sito in cui realizzare il pozzo».

Licciana Nardi, peraltro come altri Comuni del comprensorio lunigianese, spesso è alle prese con emergenze idriche, vista la conformità del territorio e l’ampiezza del Comune, contraddistinto da tante frazioni montane disseminate in punti lontani dai maggiori dentri abitati. Da qui la continua ricerca di nuovi punti di approvvigionamento la cui realizzazione, come in questo caso, richiede interventi fin troppo lunghi.(f.p.)

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