Il Tirreno

Danno erariale a Gaia? Parte un esposto alla Corte dei Conti

Nel mirino una transazione con Vea ma anche un possibile conflitto di interessi. La società: nessuna irregolarità

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MASSA. Sono agitate le acque in cui naviga Gaia, la società che gestisce la rete idrica del nord Toscana. Dopo l’attacco del Pd provinciale – sulle tariffe troppo alte, sui costi di dirigenti e consulenti – ecco che Stefano Benedetti, consigliere comunale a Massa di Fi, con un esposto denuncia alla Corte dei conti solleva un caso di possibili danni alle casse pubbliche, truffa nei confronti dei cittadini-utenti, conflitto di interesse, abuso di ufficio appropriazione di denaro pubblico.

La questione riguarda i rapporti tra Vea Versilia Acque che gestiva le acque delal Versilia appunto e la stessa Gaia. Succede che nell’agosto 2005 Gaia acquista il ramo d’azienda Vea, per 3,15 milioni di euro. Nel prezzo sono compresi anche i costi degli allacci fognari che, dice Benedetti “erano già stati pagati dai cittadini nel momento in cui ottennero l’allaccio con la rete”. Successivamente, Gaia si accorge che il valore di quegli allacciamenti, essendo una spesa per investimenti, non può essere riconosciuto in tariffa (cioè: la società non può pagare quel costo attraverso le bollette pagate dagli utenti). A quel punto, con un atto unilaterale, Gaia decide di “compensare”, sospendendo il rimborso dei ratei di mutuo contratti da Vea per un importo corrispondente. Verislia acque non ci sta e apre un contenzioso che porta, nel corso del 2012 a un accordo transattivo in base al quale Gaia riconosce a Vea 1,5 milioni del credito di 3,15 milioni originario. Ma nel frattempo, sempre nel 2012, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg)modifica la normativa nazionale e stabilisce che nella tariffa pagata dai cittadini vengano scaricati tutti gli ammortamenti degli investimenti, compresi gli allacci. A quel punto, il problema sembra superato: alla luce della nuova normativa i costi degli allacciamenti Vea verranno pagati attraverso la tariffa. «Con questa novità – sostiene Clorinda Martinengo, presidente di Gaia Spa – il nodo è stato sciolto; sarà adesso una nuova transazione, a cui i nostri legali stanno lavorando, a ridefinire i rapporti con Vea».

Benedetti, però, sospetta che con questa operazione si sia provocato un danno alle casse pubbliche «per il mancato introito di un credito riconosciuto e già addebitato, a causa della transazione sopraggiunta fra Vea e Gaia, con un risparmio illegittimo a favore di Vea di 3,15 milioni». E su questo chiede che la Corte dei Conti compia accertamenti.

Non solo. Il consigliere del centrodestra vede anche un probabile conflitto di interessi nel doppio ruolo che nella questione ha Gabriele Lorenzini, contemporaneamente direttore generale di Vea Spa e consulente di Gaia Spa. «Lorenzini – scrive Benedetti nell’esposto – avrebbe potuto utilizzare le posizioni personali per condizionare e determinare la transazione e il danno alle casse pubbliche».

Su questo replica la presidente Martinengo: «Il dottor Lorenzini è stato scelto perchè è un grande conoscitore di tutta la materia riguardante la gestione dei servizi idrici. E non ce non sono tanti in giro. Come consulente, fornisce pareri, ma non entra nelle determinazioni dell’azienda. Tantomeno in questa relativa al contenzioso con Vea che è stato risolto con un intervento normativo della Aeeg e che ben difficilmente potrebbe essere stato influenzato da un consulente».(c.f.)

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