Italia
«Complimenti al competente Tonelli»
Marmo e valori medi, documento al vetriolo della consigliera Bienaimè: attaccati anche il sindaco e il presidente Rossi
CARRARA. «Chapeau alla manifesta competenza espressa dal dirigente al Marmo Marco Tonelli! Sinceramente dobbiamo delle scuse al sindaco e al suo dirigente al marmo, dott. Tonelli, all'uomo selezionato per guidare il settore del marmo e dell'urbanistica, che fino ad oggi avevamo ritenuto inadeguato e incompetente, oggi dobbiamo ricrederci»: inizia così il documento al vetriolo di Claudia Bienaimè, consigliera dell’Idv e Bene Comune, a commento delle dichiarazioni del dirigente al marmo Tonelli sul caso sollevato dal consigliere di maggioranza Giuseppe Scattina, cioè la genesi delle stime dei valori medi dell’escavato.
«Bisogna essere veramente competenti - prosegue la Bienaimè - per affermare da dirigente che "gli elementi a disposizione del suo ufficio" che gestisce da oltre 10 anni con regole dettate direttamente dal Consiglio comunale di Carrara, non gli consentono di avere elementi per determinare la qualità del materiale estratto! Bisogna essere molto competenti per affermare che nonostante i milioni di euro spesi, da tutti noi cittadini, per la strada dei marmi, da cui transita il 99% delle nostre risorse del monte, e un sistema di pese, a loro dire ineludibili, per non sapere la qualità del marmo estratto dalle nostre (intendiamo cittadine) cave di marmo! Infine bisogna essere super competenti dal punto di vista giuridico per ignorare, dribblare in maniera scientifica la sentenza della Corte Costituzionale del 1995!».
Ma ce n’è anche per il sindaco e per l’annunciato studio sul marmo escavato relativo al tragitto cave-pese. «A dire la verità il dirigente Tonelli non è il solo a cimentarsi in questa competenza - scrive la Bienaimè - anche il nostro Sindaco è molto ferrato: stante che la sentenza della corte e la stessa legge regionale attualmente in vigore affermano che la tassazione deve essere determinata in rapporto alla qualità e alla quantità del materiale estratto e non superare il 10% del valore del mercato. Non sarà certo sfuggito a cotali competenti, coadiuvati da fiduciari esperti (a titolo gratuito per l'amministrazione e a titolo oneroso per la cittadinanza), che il mercato di cui si parla nella sentenza della corte e nella legge regionale non può essere inteso come la sola attività estrattiva, ma deve tener conto delle transazioni commerciali ufficiali al piano! Affermare che la competenza del Comune si ferma alle pese non dà ragione alla logica e al dettato normativo! In attesa che tale e tanta capacità diffusa e profusa continui a mietere vittime favorendo un modello economico predatorio e ammazzando imprenditori seri che non chiedono altro che fare il proprio lavoro in maniera onesta, chiedendo che vengano rilasciate le concessioni, eliminate le rendite parassitarie create con l'introduzione obbligata di soci non esperti a cui devono sottostare i soci "esperti", cioè chi lavora! Dobbiamo assistere, passateci il termine alle cumparsate del presidente Rossi che viene a garantire, rassicurare, che abbiamo tempo, la Regione sta lavorando e che solo ora ha scoperto che una parte del suo territorio è gestito con modi e regole del 1751! In questo caso non è corretto parlare di capacità ma di diffusa amnesia, e si perchè la Regione ha già espresso una posizione chiara, posizione che poi venne confermata dalla famosa, ai pochi, sentenza della corte costituzionale che afferma che la concessione perpetua e a titolo gratuito di un bene appartenente al patrimonio indisponibile di un ente pubblico è inammissibile e che la legislazione estense è in contrasto con la normativa regionale e nazionale a seguito dell'entrata in vigore dei regolamenti comunali».
E conclude: «Insomma dobbiamo riconoscere che non saremo in grado di eguagliare tanta competenza così ben espressa dal sindaco Zubbani e dal suo top dirigente a costruire un modello di regole, usi e consuetudini per determinare il valore di mercato del marmo, la cui natura è persino ignota all'associazione industriali; un modello tale da non mettere in grado i cittadini di sapere su quali ricchezze sono seduti e che quotidianamente vediamo polverizzare davanti a noi! Stante la capacità manifesta dimostrata, su quali valori il comune può stabilire un’equa tassazione? Su quali valore il comune può determinare il valore delle concessioni che si ostina a non emettere violando le leggi nazionali, regionali e una sentenza della corte costituzionale? Su quali dati il comune determina il metodo di valutazione di tipologie e prezzi? Quindi chapeau ci vuole una grande competenza e professionalità a mantenere nel 2014, nell'epoca del digitale, della georeferenziazione, un territorio e un’economia ferma ai pizzini del 1751!».
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