Il Tirreno

Guerra tra bande, trovate due pistole

Guerra tra bande, trovate due pistole

Arrestato un ragazzo dei Poggi. Il suo nome era tra quelli segnalati dalla procura dopo gli accoltellamenti e le risse

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MASSA. Aveva due pistole, risultate rubate due anni fa, sotto il letto. Dentro una cassetta di sicurezza. Ha detto di averle trovate e di averle messe lì senza pensarci troppo e soprattutto senza farsi venire lo scrupolo di avvertire le forze dell’ordine. La scusa ovviamente i carabinieri del nucleo operativo del tenente Rosa Sciarrone non se la sono bevuta, anche perché in quella casa dei Poggi ci sono andati di proposito e quasi a colpo sicuro. Frutto dell’indagine che si sta muovendo sulla guerra tra bande che ha portato all’accoltellamento del Baraonda prima e al duplice omicidio di Natale poi. Secondo gli inquirenti quei revolver Matteo Orlandi, 27 anni, li stava custodendo per qualcuno. Il suo nome, insieme a quello di alcune decine di suoi coetanei, era nell’indagine che il sostituto procuratore Rossella Soffio sta conducendo insieme all’Arma e alla squadra mobile. Non si sa a che titolo, però.

Le armi erano funzionanti e c’erano anche le munizioni. Insomma, alla bisogna potevano essere usate senza alcun problema. Il ragazzo non ha voluto dire assolutamente nulla, se non di averle trovate, ma gli inquirenti sono convinti che facciano parte dell’arsenale della banda. Quell’arsenale che probabilmente si trovava tutto in un posto e che, a seguito dei controlli da parte delle forze dell’ordine, è stato suddiviso e messo al sicuro dai componenti della gang. Di cui Orlandi è pedina importante, dato che ieri in tribunale, dove si teneva la convalida dell’arresto, sono accorsi i suoi amici. Presidiando l’aula e creando qualche problema alla sicurezza. Non hanno fatto nulla di strano, comunque, ma hanno tenuto distante i curiosi e gli estranei. Fin troppo, tanto che sono stati allontanati.

Orlandi - che non risulta coinvolto né nell’accoltellamento del Baraonda, né nel duplice delitto di Natale - davanti al giudice, difeso dall’avvocato Alessandro Maneschi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Alla fine il magistrato ha convalidato l’arresto e ha concesso i domiciliari. Intanto le pistole, una calibro 45 e una calibro 22, sono state sequestrate e verranno inviate ai Ris, insieme ai proiettili, per capire se sono state utilizzate in occasione di reati commessi in città oppure fuori confine. Appartenevano a un imprenditore di Marina di Massa ed erano regolarmente custodite nella sua abitazione. Fino a quando non è stata visitata dai ladri che, tra la refurtiva, hanno portato via anche le rivoltelle. E poi le hanno messe in vendita al mercato nero. Non si sa se ad acquistarle è stato il ventisettenne arrestato oppure altri, che poi le hanno date a lui per custodirle.

La sensazione dei carabinieri è che non siano le uniche pistole in mano a quelli dei Poggi. Sicuramente quelle sequestrate fanno parte di un arsenale nascosto chissà dove. C’è da essere preoccupati.

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