Finanza
«Ex polverificio, per ora niente variante»
Il commissario di Aulla: inopportuno che sia io ad adottarla, e non c’è il rischio di dissesto finanziario per il Comune
AULLA. «La Regione Toscana ha fatto un sopralluogo nell'area dell'ex polverificio di Pallerone nei giorni scorsi e personalmente ho chiesto spiegazioni al direttore dei lavori. Voglio, comunque, rassicurare che non c'è alcun rischio di dissesto finanziario per il Comune di Aulla». A parlare è il commissario prefettizio del Comune di Aulla, Franca Rosa, la quale, sollecitata in proposito, interviene sulla nuova bega per il Comune di Aulla, l'affaire "Pallerone 2000".
La questione è deflagrata clamorosamente a seguito dell'intervento degli ex consiglieri comunali di minoranza di "Idee in Comune", Matteo Lupi e Matteo Ratti, e della lettera di fuoco inviata da Mauro Toti, titolare della "Pallerone 2000" s.r.l., ai componenti del consiglio comunale della decaduta Amministrazione guidata dall'ex sindaco Roberto Simoncini e all'ex dirigente comunale all'urbanistica, l'architetto Ivano Pepe.
Una storia che viene da lontano, visto che dell'ex polverificio di Pallerone si parla parecchio, cioè dal 1997, anno in cui si costituì “Pallerone 2000”, società a responsabilità limitata che aveva come missione quella di preparare, letteralmente, il terreno alla reindustrializzazione dell’ex polverificio della frazione aullese.
Nella lettera il titolare della “Pallerone 2000!” Toti, fa notare «lo stato di grave difficoltà economica e di incertezza normativa in cui la società è venuta a trovarsi per responsabilità certamente non sue» e affronta quello che ritiene essere il cuore del problema, ovvero la mancata approvazione di una variante da parte del decaduto consiglio comunale. Una mancata approvazione che avrebbe impedito di vendere lotti dell'ex polverificio: «Tutto ciò comporta - scrive Toti - un danno grave ed irreparabile alla società, per il quale riteniamo gravemente responsabile l'Amministrazione comunale nel suo complesso».
Per quanto concerne questa variante tanto agognata da Toti, però, il commissario prefettizio Franca Rosa, è tutto fuorché possibilista su una sua adozione: «Si tratta di una variante molto delicata, sulla quale non è stata trovata una sintesi da parte della decaduta Amministrazione comunale. Quindi, è quantomeno inopportuno che sia io ad adottare questa variante, che avrebbe anche un impatto ambientale su un'area che è stata abbandonta all'icuria negli ultimi mesi».
Tornando alla lettera, a Toti, poi, risulta, come avevano ventilato Lupi e Ratti, che «la Regione Toscana ha espresso la volontà di chiedere la restituzione integrale del contributo Cipe 20/04 (che ammonterebbe a circa due milioni di euro n.d.a.), come da noi profetizzato in tempi non sospetti e che mette la stessa società, in assenza di una immediata regolarizzazione urbanistica sull'area, in gravissime difficoltà economiche, obbligandola a richiedere la restituzione degli oneri di urbanizzazione versati, pari a un milione e 684mila euro». A questo punto arriva la pesantissima accusa di Toti, secondo il quale i destinatari della lettera sarebbero responsabili per danno erariale nei confronti del Comune e per tutti i danni patiti e patenti dalla "Pallerone 2000».
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
