Il dolore
Caso biomasse, il Tar deciderà il 27 febbraio
PONTREMOLI. Biomasse a Novoleto: tutto rinviato al 27 febbraio. Nell'udienza del 13 febbraio, la seconda sezione del Tar Toscana ha accolto la richiesta di rinvio presentata dalla ditta mantovana...
PONTREMOLI. Biomasse a Novoleto: tutto rinviato al 27 febbraio. Nell'udienza del 13 febbraio, la seconda sezione del Tar Toscana ha accolto la richiesta di rinvio presentata dalla ditta mantovana Renovo Bioenergy. La camera di consiglio si terrà il prossimo 27 febbraio e in quella data il Collegio fiorentino si pronuncerà sulla legittimità, da parte del Comune di Pontremoli, di aver fatto decadere l’atto di vendita dell’area di Novoleto dove avrebbe dovuto sorgere un impianto a biomasse. Bisogna quindi attendere almeno due settimane per conoscere il destino di quello che sembra essere l’ultimo passo di una vicenda che ha infiammato l’estate e l’autunno pontremolese. Una storia “infinita” che è esplosa pubblicamente la scorsa estate, quando si è venuto a sapere che la Provincia aveva concesso l’autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto a biomasse nell’area di Novoleto, da realizzare da parte della ditta mantovana Renovo Bioenergy. Un progetto che aveva trovato l’avallo da parte dell’amministrazione ma che invece, appena la notizia era trapelata, ha scatenato la forte protesta delle opposizioni politiche ma soprattutto della popolazione pontremolese e limitrofa, ed ha fondato un comitato “Biomasse No Grazie”. La cronaca di quanto accaduto nei mesi successivi, con dibattito al vetriolo, consigli comunali infuocati, fa ormai parte della recente storia della politica locale, fatto sta che dopo aver tastato con mano il feroce dissenso della cittadinanza l’amministrazione ha deciso di fare retromarcia e di ritirare il suo appoggio al progetto della Renovo. E lo ha fatto facendo decadere l’atto di vendita basandosi sul ritardo nel pagamento dell’anticipo del 60% dell’area. Un ritardo di un solo giorno secondo i rappresentanti della Renovo, di almeno cinque secondo quanto riferito dal Comune. Ma la decadenza della vendita non ha chiuso la vicenda, infatti la Renovo ha impugnato la decisione del Comune e si è rivolta al Tar della Toscana chiedendo anche un cospicuo risarcimento di circa 500mila euro. Non solo, la Renovo ha presentato ricorso anche contro la Provincia che nel frattempo aveva ritirato, venuto meno l’atto di vendita del terreno, l’autorizzazione unica. E proprio su questo punto sta la scelta del Tar di rinviare la decisione. Vista la sostanziale uniformità tra il ricorso presentato contro il Comune e contro la Provincia, la camera di consiglio ha deciso di unificare i due ricorsi e di posticipare al 27 (data del ricorso contro la Provincia) la decisione. (r.s.)
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