Il Tirreno

Syntech chiusa, ma guadagna 300mila euro l’anno. Grazie al sole

Syntech chiusa, ma guadagna 300mila euro l’anno. Grazie al sole

Maxi impianto fotovoltaico garantisce intoriti all’azienda E intanto i 43 lavoratori licenziati vanno in tv a “La vita in diretta”

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MASSA. La produzione è ferma, i cancelli chiusi; i lavoratorisenza lavoro, in cassa integrazione. Ma l’azienda guadagna lo stesso: fa un utile di 300mila euro l’anno almeno senza alcuno sforzo, senza muovere un dito. Grazie al sole. È la storia curiosa della Syntech di via Catagnina, che nell’estate del 2012 ha lasciato a casa 43 operai, annunciando il suo “disimpegno” dal territorio di Massa per “crisi legata alle difficoltà di mercato” e spostato le residue attività – si occupoa di costruzione di mobili per ufficio in metallo – a Thiene, Vicenza, dove ha sede il gruppo Estel Class, che controlla Syntech.

All’inizio degli anni Duemila, Syntech acquistò l’area ex Olivetti-Synthesis, grazie anche a un contributo pubblico di 12 mlioni di euro della Ue. Alcuni dei capannoni della vecchia Olivetti vennero venduti, in uno, quello di via Catagnina 12, fu allestita la produzione di mobili. Sul tetto del capannone, circa 15mila metri quadrati com0plessivi, venne costruito un maxi impianto fotovoltaico,della potenza di circa 650 Kw (un impianto domestico, di quelli sui tetti dlele case, tanto per avere un senso delle dimensioni ha una potenza di 2-3 Kw). Un valore aggiunto, un’innovazione che consentiva alla fabbrica di abbattere i costi per l’energia. Bene, all’arrivo della crisi, Estel Class ha fatto i bagagli, chiuso l’attività e messo in cassa integrazione i 43 dipendenti. Ma si è tenuta il fotovoltaico. Che “frutta” – grazie al conto energia e a tutte le agevolazioni riconosciute a chi produce energia pulita e da fonti rinnovabili” un bel gruzzolo alla proprietà. Secondo i sindacati addirtittura 600mila euro l’anno. «Una cifra che non ci siamo inventati, ma che è uscita da uno degli incontri con Sviluppo Toscana per definire un percorso di acqusizione dell’area da parte di altri imprenditori», dice Raffaele Angelino, della Rsu. Secondo una stima più prudente, che raccogliamo da un esperto che lavora nel campo del fotrovoltaico, un impianto di quella potenza “genera” 250-300mila euro annui di rimnborsi all’anno da parte del Gse. Comunque una somma considerevole. In altre parole, grazie all’energia solare Syntech guadagna anche senza dare lavoro a un solo operaio.

La cosa, per quanto del tutto legittima, suscita il malumore dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali. Che accusano: «Syntech ha firmato, a Roma davanti al ministero del Lavoro un accordo sul processo di reindustrializzazione di cui era parte integrante l’impegno a fare visitare il sito ad industriali interessati di sua conoscenza. Questo impegno ad oggi non risulta adempiuto,anzi. È più comodo tenere uno stabile fermo che frutta centinaia di migliaia di euro all'anno con i pannelli solari, che impegnarsi nel garantire un futuro ai lavoratori, che hanno prima sfruttato e poi lasciato in mezzo alla strada alla prima difficoltà».

Intanto, dopo la partecipazione del gennaio scorso a “Le amiche del sabato”, talk show del sabato su Rai Uno, i lavoratori Syntech sono tornati su Rai Uno, stavolta a “La vita in diretta” condotto da Paola Perego e Franco Di Mare. Nel collegamentoilimento da via Catagnina i 43 ex dipendenti di Syntech, assieme a mogli, compagne, figli, genitori, parenti, uniti in una protesta “con famiglia” simile a quella organizzata lo scorso dicembre davanti al Guglielmi, hanno raccontato di come si vive con il sussidio di Cig e basta, di quanti sacrifici e difficoltà si debbano affrontare per tirare avanti e fare crescere i figli. Dagli operai anche un appello via etere: “Venite a investire in questa azienda, c’è un capannone all’avanguardia con energia solare, ci sono agevolazioni della Regione”.

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