Il Tirreno

«Prezzi bassi? Ha fatto tutto il Comune»

di Alessandra Vivoli
«Prezzi bassi? Ha fatto tutto il Comune»

Il direttore di Assindustria: è da Palazzo che hanno calcolato i valori medi. Canali: sì, i blocchi buoni sono davvero pochi

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CARRARA. Sorpresa dal mondo delle cave. E, soprattutto, in quello che, dal monte, finisce nelle casse del municipio. Del marmo comune, quello cioè che non rientra fra i materiali pregiati, i blocchi buoni escavati sono molti di più.

Se il valore medio stimato dal comune, per un bianco C, è di 80 euro, la prima qualità è pari al 10% e i blocchi buoni, (quelli stimati sui 330 euro a tonnellata) sono il 30%. Tre tonnellate su 100, rispetto all’una su 100 di un materiale pregiato come il calacatta. I dati emergono, ancora una volta, dalle schede di valutazione merceologica in base alla quale vengono stimati i prezzi medi del materiale estratto dalle cave su cui sta facendo una vera e propria crociata il consigliere comunale Giuseppe Scattina della Federazione della Sinistra. Puntando il dito su un valore medio troppo basso e soprattutto su una quantità di materiale di prima scelta stimato in percentuali davvero minime. Proprio Scattina si era lamentato di non aver avuto reazioni alla pubblicazione delle schede di valutazione stilate da Palazzo civico.

Ora dall’Associazione industriali arriva un laconico: «Ha fatto tutto il Comune, sono valutazioni loro, le imprese non sono state neppure sentite».

Assindustria: prezzi medi troppo bassi? Il metodo l’ha scelto il Comune. Il direttore di Assindustria, Andrea Balestri non vuole entrare nel merito della questione relativa alle schede di valutazione dei materiali estratti nelle cave apuane.

Una precisazione per il direttore della Confindustria nostrana è necessaria: «Il metodo di valutazione l’ha scelto il Comune, hanno fatto tutto loro, in questo caso la nostra associazione non c’entra nulla».

E poi aggiunge: «Per le schede di valutazione del materiale sono stati divisi i vari prodotti, ma dove poi sono state raccolte le informazioni su prezzi e quantità non c’è mai stato detto». Una stoccata a Palazzo e una sottolineatura: «Le imprese come spesso accade non vengono nemmeno sentite, in questo caso proprio per nulla». Il direttore di Assindustria parla poi, più in generale del sistema delle tariffe.

«Il discorso da fare sarebbe un altro e cioè qual è la giusta tassazione - dice Balestri - Questo però merita una discussione a parte. Posso solo aggiungere che per quel che riguarda i sassi il criterio guida in Europa è una tassazione non superiore al 10%, a Carrara si paga il 50% del valore. È troppo, è poco? A me sembra una follia, ma solo sulla base dei parametri europei».

Canali (Euromarble): sì, i blocchi buoni sono davvero pochi. Porta avanti la tradizione paterna, dell’imprenditore “illuminato” Aldo Canali, scomparso di recente, e quindi si concentra soprattutto sulla trasformazione del marmo che finisce, per lo più in grandi progetti per gli Stati Uniti.

Ma Roberto Canali della Euromarble, è anche un industriale del lapideo che il mondo delle cave lo conosce bene. E la sua analisi rispetto alla produzione di blocchi “buoni” emersa dalle schede di valutazione del Comune, è precisa. Da vero addetto ai lavori.

«Non entro nel merito delle valutazioni comunali - precisa Canali - ma posso solo affermare che per quel che riguarda la qualità dei blocchi il criterio non è solo la saldezza. Sono più importanti il colore e la distribuzione della vena: questo durante la trasformazione può causare parecchi problemi, e può portare anche alla contestazione di interi lavori».

Ecco chi va avanti con l’opposizione agli arbitrati. Ad oggi sono quattro gli imprenditori, o meglio i concessionari, che si sono opposti agli esiti degli arbitrati sulle tariffe del materiale estratto in cava.

OItre alla Bettogli marmi hanno presentato ricorso la Caro e Colombi, Guido Fabbricotti e Aldo Vanelli marmi di Giorgio Vanelli (il ricorso è arrivato proprio ieri a palazzo civico).

L'apripista è stata la ditta Bettogli srl (Franchi Umberto Marmi) che ha fatto ricorso al tribunale ordinario contestando la decisione dell'arbitrato. Una strada possibile che permette alle aziende di rivolgersi direttamente alla magistratura ordinaria superando così l'arbitrato. Ora anche le altre aziende hanno seguito la stessa strada rivolgendo con il ricorso al tribunale civile.

Nessuna replica da Palazzo civico. La politica, al momento non si esprime. E dal fronte di Palazzo civico nessun intervento. Nessuna replica, quindi, dall’amministrazione. Il vicesindaco Andrea Vannucci si limita a dichiarare: «Non ho letto nulla della questione, al momento non ho ho nulla da dire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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