Finanza
L’Asl al Comitato: sicurezza garantita
Pegaso3, primo in Italia, avrà una culla termica certificata per poter essere installata su un elicottero di soccorso
FIVIZZANO. L’Asl Massa Carrara replica alle dichiarazioni del Comitato per il diritto alla salute della Lunigiana, dopo il caso del parto in ambulanza.
In una articolata nota, l’Asl apuana afferma che la organizzazion del 118 «è basata su criteri demografici, territoriali e statistici. Non è pensabile, e non sarebbe neppure sostenibile economicamente e qualitativamente, un sistema misurato su eventi eccezionali. Gli eventi eccezionali vengono, infatti, gestiti con apposite procedure extra-ordinarie che prevedono sia la mobilizzazione di risorse esterne che una differente gestione delle risorse disponibili: è il capitolo delle maxiemergenze. Nel Pet di Fivizzano operano h/24 un mezzo Als (Advanced life support) ossia con sanitario a bordo, costituito da un’automedica con medico e infermiere, e 4 ambulanze dislocate nelle sedi delle associazioni di volontariato di Fivizzano, Casola e Monzone. È, poi, presente un ospedale con pronto soccorso, è disponibile il servizio regionale di Elisoccorso (ormai imminente la partenza dell’attività di Elisoccorso notturno) e a 15 km di distanza è presente un altro Pet Als (Aulla). Il tutto - aggiunge l’Asl - per assistere una popolazione di 10mila abitanti che, storicamente, richiede circa 500 missioni all’anno del mezzo medicalizzato. Di queste 500 missioni, solo il 2,5% presenta criteri di gravità accertati da codice “rosso”, dopo la valutazione medica effettuata dal 118 sul posto».
Nel cumunicato Asl viene poi fatto riferimento al medico del Trasporto secondario assistito, ossia un medico dedicato all’assistenza dei pazienti gravi nei trasferimenti tra ospedali: «E’ già presente in orario 8-20 tutti i giorni presso la sede di Aulla e viene utilizzato per questa tipologia di servizio sia per l’ospedale di Pontremoli che per quello di Fivizzano (questi trasferimenti sono circa 350-400 l’anno per tutta la Lunigiana, e meno di un quarto in orario notturno). In orario notturno sono disponibili un medico e un infermiere in regime di Pronta disponibilità sia per la stabilimento ospedaliero di Fivizzano che per quello di Pontremoli. Da sottolineare che non è mai esistita la figura del medico del trasporto assistito in guardia attiva notturna da che esiste il 118 nella Asl 1, ossia dal 1997. Esistono da alcuni anni, invece, ed è una linea guida internazionale dei sistemi di emergenza territoriale, procedure di centralizzazione verso ospedali idonei, e non verso l’ospedale più vicino, per particolari patologie come l’infarto miocardico da rivascolarizzare (va direttamente all’Opa), l’aneurisma addominale in rottura (va direttamente alla chirurgia vascolare di Carrara), l’urgenza ostetrico-ginecologica (va direttamente al Dmi o a Spezia), il nefropatico dializzato con edema polmonare acuto o iperpotassiemia in orario notturno (va alla nefrologia di Carrara), il paziente con ictus ischemico fibrinolisabile (va alla neurologia di Carrara). Sono patologie che hanno necessità di specifiche terapie (e che sono, spesso, tempo-dipendenti) e, il portare questi pazienti in un ospedale, magari vicino ma sprovvisto delle risorse specialistiche necessarie, equivarrebbe a sbagliare strada. La procedura di centralizzazione, quindi, tutela il cittadino che ha un bisogno reale e mette in secondo piano strategie finalizzate a una possibile ma pur sempre ipotetica seconda necessità. Il fatto che in questi frangenti non sia disponibile il mezzo Als per ics minuti a “coprire” il territorio è necessariamente insito in qualunque Pet del 118 e si verifica continuamente, basta pensare che accade nel momento stesso in cui un mezzo Als viene inviato in una qualunque missione (non possiamo mai sapere se la missione durerà 10 minuti o due ore) ma, non per questo, la soluzione del problema è l’aumento dei mezzi Als: semmai è la predisposizione di procedure alternative come ad esempio l’utilizzo di mezzi Als di altri Pet, l’introduzione sempre più capillare dei defibrillatori automatici sulle ambulanze non medicalizzate, la predisposizione di piazzole per l’elisoccorso agibili h24, ecc.».
E la conclusione da parte dell’Asl 1 di Massa-Carrara: «Nel caso specifico del parto precipitoso, peraltro evento fisiologico anche se relativamente poco frequente, si è trattato, appunto, di una corretta procedura di centralizzazione che ha permesso un rapido trasporto verso un punto nascita con assistenza sanitaria a bordo e non certo di un disservizio come lo si vuol far apparire da parte di non addetti ai lavori. Anticipiamo che a breve i presidi ospedalieri della lunigiana verranno dotati di respiratori automatici, come da programma. Dal prossimo 19 febbraio l’elicottero del servizio di elisoccorso Pegaso3, primo in Italia, sarà dotato di una culla termica certificata per poter essere installata su un elicottero di soccorso».
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