Il dolore
High tech: 650 posti e il monitoraggio della Torre di Pisa
Presentato lo studio dell’Isr sulle realtà innovative apuane: 37 imprese, dalle app ai software per le prenotazioni online
CARRARA. Non solo marmo: tra i comparti che reggono, in provincia di Massa-Carrara, c’è anche l’high tech. Lo dice l’ultima indagine condotta dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa-Carrara, dedicata a un settore che, se pur di nicchia, dimostra una grande vitalità.
Sanno stare bene il mercato, hanno un buon livello di internazionalizzazione e hanno risposto alla crisi, sfornando dal 2010 al 2013, una media di oltre tre prodotti innovativi ciascuna. Secondo l’indagine condotta dall’Isr, il comparto high tech dà lavoro a 650 occupati su un totale di 37 imprese: il 57% di queste attività opera nel settore dell’information & comunication tecnologies, il 27% nella meccanica strumentale e il 14% nel comparto dell’energia e dell’ambiente.
Anche se non sono i numeri dei grandi centri dell’high-tech, come Pisa e Firenze – dove a far da traino al settore, ci sono i centri di ricerca delle università - Massa-Carrara dunque riesce a “dire la sua”: «E’ una forza imprenditoriale da valorizzare e sostenere a tutti i livelli» ha commentato il presidente di Isr Gianfranco Oligeri, presentando la nuova ricerca.
A conferma della vitalità di queste aziende, qualche dato: in questi anni di crisi, il tasso di occupazione del comparto, a livello provinciale, ha registrato una lieve flessione, intorno dell’1% nel 2012, mentre il 2013 si è chiuso con un piccolo aumento degli occupati, pari al +0,6%. Queste imprese, dice lo studio, cercano personale molto qualificato, con profili più alti rispetto a quelli delle aziende di altri comparti: i curricula più “gettonati” sono infatti quelli dei laureati, soprattutto in materie tecnico scientifiche.
Anche sul fronte dei conti, le aziende apuane dell’high tech sembrano reggere bene: nonostante una leggera flessione dei fatturati, le previsioni sui bilanci 2013 fanno ben sperare: il 46% delle aziende chiuderà i conti in utile, mentre solo il 25% si aspetta delle perdite, con percentuali che denotano difficoltà decisamente inferiori a quelle mediamente riscontrate dalle aziende di altri comparti. Il 73% dei fatturati viene realizzato fuori provincia, puntando soprattutto su processi di innovazione e ricerca: negli ultimi 3 anni il 43% di queste attività ha introdotto progetti innovativi, con una media un nuovo prodotto all’anno sfornato da ciascuna azienda.
Ma quali sono quindi i frutti di tutta questa innovazione? La gamma dei prodotti è decisamente ampia e spazia dalle applicazioni per gli smartphone ai macchinari per la lavorazione del lapideo, passando per i sistemi di rilevazione degli effetti prodotti alla popolazione dai campi magnetici, le macchine per la depurazione dell’acqua e i software per le prenotazioni online negli alberghi.
La Wesi Geotecnica e il progetto della Torre di Pisa. Alla lista delle 37 aziende apuane che operano nel settore dell’high tech si è aggiunta poi, di recente, una nuova società: si tratta di Wesi Geotecnica, una start up creata da due fratelli massesi, entrambi ingegneri, che stanno lavorando, tra le altre cose, a un interessante progetto sulla torre di Pisa.
Lorenzo e Martino Leoni, sono fratelli, hanno rispettivamente 33 e 40 anni e sono entrambi ingegneri, con un lunghissimo curriculum pieno zeppo di master, dottorati di ricerca ed esperienze nelle più importanti università europee.
Nel 2009, dopo essersi fatti le ossa in alcune aziende del settore, hanno deciso di mettersi in proprio e hanno fondato Wesi Geotecnica, una srl che offre servizi innovativi: «Il nostro campo è quello dell’ingegneria civile. E’ un settore piuttosto tradizionale ma noi offriamo servizi avanzati di consulenza nel campo della geotecnica» spiega Martino Leoni, fondatore e amministratore delegato di Wesi Geotecnica. I servizi offerti da questa srl, divisa tra due sedi, una a Genova e una a Massa, in piazza De Gasperi, riguardano in sostanza tutti gli studi e le simulazioni sull’interazione tra il terreno interessato a una costruzione e la struttura da realizzare, sia essa un’abitazione civile o un’opera ingegneristica.
Il fiore all’occhiello di Wesi Geotecnica è senza ombra di dubbio il progetto realizzato per la Torre di Pisa: «Per semplificare posso dire che realizziamo simulazioni al computer del comportamento della Torre: in questo modo possiamo ipotizzare gli interventi che saranno ancora necessari in futuro per la stabilizzazione della torre» racconta Martino Leoni.
Sì perché, nonostante il celebre campanile di Piazza dei Miracoli sia oggi in condizioni di “stabilità”, «la situazione è molto delicata e dobbiamo essere pronti a intervenire, nel caso si presenti la necessità» rassicura il fondatore di Wesi Geotecnica. La srl apuana conta a oggi tre dipendenti: oltre ai fratelli Leoni, soci fondatori, c’è anche un analista numerico, il dottor Ayman Abed, esperto di analisi dei mezzi parzialmente saturi, approdato alla società lo scorso anno.
Cinzia Chiappini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
