Il Tirreno

INtervento alla Camera dell’on. Rigoni

«Water Front, ecco perché il governo deve finanziarlo»

«Water Front, ecco perché il governo deve finanziarlo»

CARRARA. L’onorevole Andrea Rigoni ha presentato lunedì scorso alla Camera, un ordine del giorno, accettato dal governo, affinché siano reperiti i soldi per finanziare la riqualificazione urbanistica...

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CARRARA. L’onorevole Andrea Rigoni ha presentato lunedì scorso alla Camera, un ordine del giorno, accettato dal governo, affinché siano reperiti i soldi per finanziare la riqualificazione urbanistica dell’interfaccia porto-città, il cosiddetto water front. Persi i 25 milioni a suo tempo ottenuti, ora ne occorrono 35 per realizzare il progetto, approvato dalla Conferenza dei servizi e dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Rigoni chiede al governo di «garantire il finanziamento, anche parziale, dell'intervento». Il parlamentare fa presente al governo che il progetto prevede «interventi di razionalizzazione della viabilità e dei flussi di traffico veicolare, interventi di miglioramento della qualità paesaggistico-ambientale ed interventi di implementazione dell'accessibilità e della fruibilità delle aree, ed una riqualificazione funzionale, architettonica e paesaggistica in grado di promuovere nuove relazioni urbane di interfaccia Porto-Città. L’intero ambito portuale è stato escluso dal Sito di Interesse Nazionale di Massa Carrara, quindi attualmente Sito è di Interesse Regionale (SIR); uno degli obbiettivi fondamentali del suddetto intervento consiste nel migliorare la viabilità di accesso al porto rendendola più sicura ed agevole con particolare riferimento al trasporto ed all'accesso al porto dei grandi moduli realizzati nello stabilimento della Nuovo Pignone, vero e proprio vanto del Made in Italy; il miglioramento del sistema di accessi e della viabilità di adduzione al porto è fondamentale per il miglioramento della competitività di tutta la Zona Industriale Apuana».

Il costo complessivo del water front è di 35.434.350 euro, che può essere suddiviso in quattro ambiti o lotti funzionali», che sono: 7.514.700 eruo, , 5.692.650 eurro, 12.772.600 euro e 9.454.400 euro.

«Il progetto – prosegue Rigoni - è immediatamente cantierabile e occorre reperire nuovi finanziamenti per il concreto avvio delle procedure per l'affidamento dei lavori; – specifica Rigoni – e l'Autorità Portuale può prevedere il parziale autofinanziamento dell'intervento, in particolare per i lavori ricadenti nell'ambito 3, per un totale di 8 milioni di euro, mediante accensione di un mutuo da rimborsare con i proventi derivanti dai canoni di concessione delle pertinenze demaniali da realizzare in tale ambito». Come spiega il presidente della Port Authority Francesco Messineo, per il mutuo da 8 milioni sono in corso contatti con istituti di credito. I proventi deriveranno dai canoni che saranno richiesti a piccole attività commerciali che potranno insediarsi. Il progetto water front non prevede appartamenti, ma solo un alloggio per la capitaneria di porto. La strada per arrivare al finanziamento totale è intrapresa: il progetto entra nella Finanziaria (la disponibilità del Ministero di inserirlo, va verso l’Intesa istituzionale quadro, fra Ministero e Regione), nell’allegato “Infrastrutture”, ovviamente quelle prioritarie. «Non significa che avremo sicuramente i soldi – dice Messineo – ma i canali sono il Cipe e il ministero delle infrastrutture».(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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