Finanza
Mazzi ferito? Solo un graffio e una sberla
Le foto scattate dai carabinieri smentiscono la tesi dell’aggressione: sono i segni di chi si è difeso
MASSA. Più che un taglio sul palmo della mano ha un graffio, poi il segno rosso di tre dita sul collo. Probabilmente uno schiaffo a mano aperta. Ecco quali sono le ferite riportate da Andrea Mazzi, il ventunenne accusato del duplice omicidio di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria la notte di Natale. Si vedono chiaramente nelle fotografie scattate dal nucleo investigativo dei carabinieri al momento dell’arresto. Scatti che l’avvocato del ragazzo, Enzo Frediani, ha detto di non avere e per questo si è lamentato di non essere stato messo nelle condizioni di poter difendere il suo assistito.
Il riesame lunedì scorso ha rigettato la richiesta di scarcerazione. La lunga attesa per la sentenza aveva fatto credere che potessero esserci delle probabilità che le porte del carcere si potessero aprire per il ragazzo, ma così non è stato. Anche perché Frediani ha scoperto che neppure a Genova, così come era successo a Massa dal gip, sono state inviate le fotografie scattate dai carabinieri del nucleo investigativo al momento dell’arresto. «In quegli scatti - aveva spiegato l’avvocato - si vedono chiaramente le ferite subite da Mazzi durante la rissa in piazza. Ha un taglio evidente sulla mano, il volto è una maschera di sangue e anche in tutto il corpo ci sono i segni di una colluttazione. Questo è materiale che la difesa deve avere per poter fare il suo lavoro e infatti il collegio dice che non esistono le prove delle lesioni. Io mi domando perché non le hanno chieste al sostituto procuratore Rossella Soffio, lei ha tutto nel fascicolo. È evidente che se non mi forniscono gli strumenti per fare il mio lavoro invalidano il loro. Secondo me esistono i gravi motivi per chiedere la scarcerazione di Andrea Mazzi. E per questo andremo in Cassazione».
I carabinieri negano che le ferite siano tali da giustificare un’aggressione. E chi le ha viste conferma.
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