Il Tirreno

Il sindaco ai grillini: «Niente villette a Renella»

di Manuela D'Angelo

Buffoni difende a spada tratta le ragioni del rilancio dei capannoni artigianali «E’ stato un errore congelare le imprese impedendogli di lavorare»

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MONTIGNOSO. «Una situazione paradossale, inspiegabile, al limite dell'assurdo. I grillini? Vorrebbero farci delle villette, ma finché ci sarò io non accadrà». A parlare è il sindaco di Montignoso Narciso Buffon, che intanto ribadisce la scelta dell'amministrazione di riportare Renella ad una situazione di normalità.

«Avevano congelato le imprese impedendogli sia di lavorare, sia di cambiare destinazione d'uso- spiega Buffoni- ; dovevano soltanto stare fermi e zitti, a quanto pare. Quell'area non doveva essere più nulla, né a vocazione artigianale, né residenziale, sempre che questo fosse l'intento di chi mi ha preceduto, perché in realtà nessuno lo sa».

Forse, Renella doveva diventare residenziale, come potrebbe dimostrare l'articolo 47 bis, con cui l'amministrazione di Federico Binaglia bloccò di fatto qualsiasi espansione artigianale e industriale della zona. Contemporaneamente, poi, nasceva Coimpre, luogo deputato a diventare la zona industriale di Montignoso e che avrebbe dovuto accogliere tutte le aziende che all'epoca producevano a Renella.

Qualcosa, però, non ha funzionato come doveva e lo dimostrano le cronache dei fatti che oggi portano l'orologio indietro di 12 anni, dopo che la zona è stata immobile, senza poter contare più su nessuna vocazione, né residenziale, né industriale.

Per questo ci sono alcune domande che sorgono spontanee: perché, dopo l'articolo 47 bis, Renella non è diventata residenziale? Perché non si è avviato l'iter per il cambio di destinazione d'uso? Perché le aziende non si trasferirono tutte a Coimpre? E perché, in tutti questi anni, hanno permesso che le aziende subissero un trattamento tanto discriminatorio? Può la politica decidere dall'oggi al domani che in quella data zona non si possa più produrre? Perché non ci sono stati ricorsi da parte degli imprenditori che a Renella non hanno potuto lavorare con gli stessi diritti degli altri artigiani di Montignoso? Queste domande le abbiamo girate al primo cittadino, ma Buffoni ammette di non avere le risposte :«Non posso sapere cosa fosse nei piani dell'amministrazione Binaglia quando pensò l'articolo 47 bis- inizia il sindaco- ; per me è ancora oggi un mistero. Fu un'operazione che non portò a nulla, se non alla paralisi di quell'area. E' un mistero anche il perché le aziende non si ribellarono. Io avrei fatto ricorso se fossi stato in loro. Coimpre, invece, non fu affatto un'operazione sbagliata, anzi: oggi non ci sono capannoni vuoti in quella zona, segno che si sono installate aziende che lavorano e che producono. Sul fatto poi che a Renella qualcuno vorrebbe farci villette e appartamenti vorrei dire alcune cose: noi puntiamo anzi sul lavoro e, di conseguenza, sull'occupazione. Pensavamo che sarebbe stata una mossa apprezzata anche dall'opposizione. Non oso pensare cosa avrebbe detto e fatto il Movimento 5 Stelle se io avessi chiesto il cambio di destinazione d'uso per Renella. Invece anche nel piano strutturale è prevista la riattivazione artigianale e commerciale di quei capannoni. Nessuna villetta, mi spiace».

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