Il Tirreno

«Il 1º marzo andremo anche ad Avenza»

«Il 1º marzo andremo anche ad Avenza»

Federica Paradisi, creatrice del gruppo “Sei di Carrara se”: la data delle vasche scelta per caso, i due eventi possono convivere

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Dal 1º febbraio, in pochi giorni, 7.600 membri e 200 in “lista d’attesa”: è un autentico fenomeno di costume il gruppo facebook “Sei di carrara se” (o “t’sen d’ Carara se” per dirla alla carrarina). Lo ha creato Federica Paradisi, nata a Poggibonsi ma dall’età di tre anni abitante nella nostra città.

«Da qualche tempo - racconta Federica, funzionaria all’Inps della Spezia - si chiaccherava, io e una mia amica, dei tempi andate, delle vasche in via Roma, di cose che si facevano prima e che non sono più in uso. Quel sabato 1º febbraio, mi sono trovata sola in casa, su Facebook; ho visto “crea gruppo”, ho cliccato e sono andata avanti; ho invitato qualche contatto, cinque-sei persone, ho pensato a “sei di carrara se” come luogo di ricordi personali, ho inserito dove sono andata a scuola, dove facevo colazione, insomma, cose personali. E nel giro di un paio d'ore, sono arrivate decine e decine di notifiche a questo gruppo: siamo a circa 7.600, ho 200 domande in attesa e che sto vagliando, cercando di capire per quanto possibile chi vuole entrare per fare solo polemica, mentre lo spirito è solo quello di divertirsi ricordando il passato e valorizzando la nostra identità».

Un gruppo che ha messo in evidenza lo spirito di appartenza: «Proprio così: è nata una grande amicizia virtuale fra tante persone che non si conoscono, e soprattutto un senso di appartenenza alla città, con la voglia di condividere i propri ricordi personali con quelli di tutti gli altri. E’ stato ed è bellissimo. Di solito il carrarino viene dipinto come chiuso caratterialmente, e invece siamo espansivi, gioiosi, ospitali: Facebook ha messo in risalto questi valori antichi, l'aggregazione di una città è nata spontaneamente, ed è singolare che uno strumento moderno come il web hanno prodotto la valorizzazione della memoria storica. Poi - aggiunge - è normale che su settemila persone ci siano persone un po' più critiche, scontente, che vorrebbero magari cose diverse o in altro modo, ma la maggior parte ha assolutamente captato lo spirito di un gruppo nato per gioco e per casa. E ora sarebbe bello, a gruppi ovviamente perché tutti insieme è impossibile, approfondire la conoscenza, vederci, conoscersi anche in qualche locale».

Federica Paradisi, 43 anni, è qui da 40.

Racconta: «Sono nata a Poggibonsi solo perché i miei genitori, originari di quella città in provincia di Siena, si trovavano lì in quel periodo. Ma da quando ho tre anni sono qui: ho fatto l'asilo dalle suore ad Avenza alla Finelli, la scuola elementare alla Finelli, le medie alla Da Vinci, il Liceo scientifico al Marconi, l’Università a Pisa dove mi sono laureata in giurisprudenza, l'unica “pecca” è che lavoro alla Spezia».

Sul gruppo qualcuno si lamenta per la presenza di politici, o per l’appoggio all’iniziativa del 1º marzo da parte del sindaco. «Il gruppo è assolutamente apolitico. Rispetto all’offerta del sindaco di organizzare uno spettacolo musicale al Palco della Musica, è evidente che il sindaco può decidere liberamente quello che vuole fare, se partecipa in un modo che ritiene utile, non possiamo risentirci, l’importante a mio avviso è evitare le polemiche sterili, che ci allontanano dallo spirito di appartenenza, senza alcuna coloritura politica».

Nel gruppo trionfa il dialetto: «Tutto nasce un po’ per caso. E’ un aspetto scaturito naturalmente: quando si ricordano i tempi e i modi di dire, i personaggi, simo portati a ricordarli con il dialetto, con i loro detti. E spesso sono frasi e modo di dire divertenti».

E adesso, l’appuntamento è per il 1º marzo per il ritorno delle vasche. «Tutti quelli della nostra età hanno fatto le vasche, fra la fine delle Medie e il Liceo, dalle 18,30 in poi, con obbligo di rientrare alle otto di sera, ma poi non ce la facevi perché il clou era dopo lo 19,30. Si guardava chi c’era, ci si lanciavano gli sguardi, poi le tappe, la pasta, il pezzo di pizza, la calda, un must; e finito l’inverno, come per magia, tutti alla Rotonda; sarebbe carino organizzare anche una tappa alla Rotonda. Si facevano le vasche - riprende - anche perché nei bar, seduti c’erano solo gli adulti».

Il 1º marzo z’è la concomitanza con il Carneval Profano di Avenza. «Il 1º marzo non è un'idea mia, qualcuno l’ha lanciata ed è rimasta. Peccato per la concomitanza ci si lamenta che non c'è mai niente e addirittura due eventi. Vorrà dire che ci divideremo un po': chi come me ha dei bimbi, fino alle 5 sta al carnevale, poi viene a fare le vasche. E dopo le vasche, chi vuole può tornare ad Avenza. Io penso che sarà una bella giornata di festa, ho già contatto il gruppetto del liceo per ritrovarci, e poi ci sono alcune amiche di facebook con cui vogliamo conoscerci di persona, vis a vis. C’è voglia di amicizia e condivisione, c’è voglia di stare insieme. Il resto lasciamolo da parte».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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