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I balneari: no alla pista pedonale a Fiumaretta
Per gli operatori il progetto creerebbe una divisione innaturale tra spiaggia e bar-ristoranti
AMEGLIA. Confcommercio e il Sib (Sindacato italiano balneari), scrivono al sindaco Umberto Galazzo, ricordando che lo scorso 5 febbraio sono stati convocati in Comune tutti i balneatori di Fiumaretta e i loro sindacati «per discutere nuovamente la bozza del piano che riguarda l’assetto delle spiagge e la sistemazione dei retro spiaggia di Fiumaretta. In tale occasione, ha invitato i partecipanti a esprimere le proprie osservazioni nel merito e il Sib Confcommercio, ha sollevato la propria assoluta indisponibilità ad accettare l’aspetto del progetto che concerne il passaggio di una pista pedonale della larghezza di circa 2 metri all’interno delle concessioni, parallela alla linea di costa e posizionata tra i manufatti delle concessioni e la spiaggia. Ribadiamo quindi i concetti espressi in quella sede. La pista pedonale dividerà in due la concessione demaniale determinando di fatto due entità separate, da una parte il bar o il ristorante e dall’altra la spiaggia con la assoluta esigenza di ricostituire sull’arenile le attrezzature necessarie alla conduzione del bagno e, data la esigua profondità dell’arenile in alcuni ambiti, ciò risulterebbe problematico. La evidente opposizione di tutti i balneari che ci ha costretto a considerare altre opzioni, dovrebbe far riflettere sul fatto che neppure le promesse di ottenere notevoli possibilità di risistemazione dei locali sono state sufficienti a far accettare il passaggio della pedonale all’interno delle concessioni. Il transito a ogni ora del giorno e della notte creerebbe notevolissimi disagi per la tranquillità dei bagnanti nonché problemi di sicurezza specialmente durante le ore notturne sicuramente non eliminabili del tutto con le video camere di sorveglianza».
La nota congiunta di Confcommercio e Sib affrema poi che «inaccettabile è anche la dichiarazione del sindaco secondo la quale la pista pedonale verrebbe fatta transitare nella concessione demaniale perché non costerebbe niente al Comune in termini di esproprio, ma ribadiamo, che costerebbe enormemente ai concessionari. Un altro motivo che secondo l’amministrazione amegliese renderebbe utile la realizzazione della pista pedonale consiste nel fatto che il passeggio darebbe maggiori possibilità di lavoro ai bagni non solo nell’alta stagione, ma soprattutto nelle stagioni morte; però ogni anno i concessionari creano dei terrapieni di fronte ai loro manufatti per difenderli dalle mareggiate. Che senso avrebbe passeggiare senza poter vedere il mare la cui vista sarebbe occlusa dalle arginature? E se si vietassero le arginature, sicuramente la prima mareggiata si porterebbe via la pista o la renderebbe inutilizzabile perché occupata dal legname o peggio dalla torbe che le mareggiate regolarmente portano sulle spiagge».
E la conclusione: «Il Comune di Ameglia invoca la utilità pubblica per far passare con le buone o con le cattive questo progetto, ma non è forse un’utilità pubblica anche la integrità degli stabilimenti balneari che hanno nella concessione demaniale maturato un diritto incomprimibile essendo fiduciari dello Stato e svolgendo un servizio sociale garantito a favore della collettività come il salvamento a mare? In Liguria non esiste una situazione del genere e neppure in Italia e questo crediamo voglia significare qualcosa».
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