Il Tirreno

Smaltimento rifiuti, debito da 1 milione

Smaltimento rifiuti, debito da 1 milione

Lo hanno accumulato i Comuni lunigianesi verso la ditta che fa il servizio urbano, sollecito di Leri a pagare

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Due anni fa la Lunigiana ha tremato di fronte all’emergenza rifiuti. Il blocco del servizio, dovuto ai debiti da parte delle amministrazioni verso l’Aimeri, l’allora gestore dello smaltimento rifiuti, aveva fatto preoccupare i cittadini che vedevano profilarsi all’orizzonte uno scenario come quello del Napoletano. Dopo mesi di battaglie a colpi di carte bollate, fu posta fine al contratto della Aimeri e venne predisposto un piano per il rientro dei crediti che vantava la ditta nei confronti dei vari enti locali. La cifra, era pari a 3,8 milioni di euro. Un importo che avrebbe messo in difficoltà qualsiasi altra realtà imprenditoriale e che conseguentemente ha impedito all’Aimeri di provvedere alla riparazione dei mezzi ed addirittura all’acquisto del carburante degli stessi generando un effetto domino negativo.

Ma è stata una battaglia in cui si giocava a rimpiattino per le responsabilità di tale situazione: le amministrazioni pretendevano lo svolgersi del servizio di conferimento degli Rsu ed accusavano la società a proposito degli investimenti; l’Aimeri dal canto suo pretendeva che fossero corriposte le quote a lei spettanti per riprendere il servizio. A finire in mezzo a questo fuoco incrociato sono stati i cittadini che per mesi hanno dovuto restare col fiato sospeso in attesa che tutto si risolvesse e senza impennate della tassa sui rifiuti. Passata la tempesta, tutto è tornato alla normalità. Oppure no?

In un documento firmato dal presidente dell’Unione Comuni Montana Lunigiana, Cesare Leri, protocollato il 6 febbraio di quest’anno, l’ente scrive ai sindaci dei Comuni «per sollecitare i pagamenti arretrati a favore dell’Associazione temporanea di imprese L’Arca San Germano relativi al servizio», cioè alla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Un sollecito di pagamento alle amministrazioni che devono ancora versare somme alla nuova società che ha preso il posto dell’Aimeri, ovvero l’Arca. Le maglie nere nel pagamento del servizio sono tre: Licciana (330.919, 09 euro) con pagamenti che mancano dal luglio del 2013; Villafranca (286.178, 82) i cui pagamenti risultano bloccati ad aprile 2013 ed infine Aulla che in soli due mesi (dicembre e gennaio) ha accumulato la metà del debito di Licciana, ossia 176.573, 92 euro. Questi enti da soli realizzano il 70% dell’intero debito Lunigianese che si attesta sul milione e 171mila euro.

Gli altri Comuni ancora debitori: Bagnone (33mila euro); Casola (24mila); Comano (21mila); Filattiera (23mila); Fivizzano (77mila); Mulazzo (44 mila); Podenzana (10mila); Pontremoli (15mila); Tresana (15 mila) ed infine Zeri (5 mila). Una situazione, quindi, che accomuna tutti gli enti locali e che non può non provocare preoccupazione visto che a rimetterci, ancora una volta, potrebbero essere i cittadini che pagano la tassa sui rifiuto solidi urbani.

I Comuni, in generale, hanno bilanci complicati dai minori trasferimenti statali e un costante indebitamento inciderebbe sulla capacità di stabilità finanziaria. Il patto di stabilità, li obbliga ad un accurato monitoraggio di entrate ed uscite. Il sollecito dell’Unione Comuni, va nella direzione di cercare di risolvere la situazione debitoria, che, come detto, complessivamente nei confronti dello smaltimento rifiuti, ammonta a oltre u milione di euro.

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa