Italia
Pallerone 2000, il j’accuse della società
Ecco il testo della lettera inviata dall’amministratore Toti a tutti gli ex consiglieri: «Siete responsabili di tutti i danni»
AULLA. Anticipata dall'intervento, pubblicato domenica, degli ex consiglieri comunali di minoranza di "Idee in Comune", Matteo Lupi e Matteo Ratti, esplode un'altra bega per il Comune di Aulla.
Le avvisaglie non mancavano e ora l'affaire "Pallerone 2000" deflagra clamorosamente.
Una patata bollente che può rivelarsi destabilizzante per il Comune di Aulla e che è esclusivamente nelle mani del commissario prefettizio Franca Rosa. Una storia che viene da lontano, visto che dell'ex polverificio di Pallerone si parla parecchio dal 1997, anno in cui si costituì “Pallerone 2000”, società a responsabilità limitata che aveva come missione quella di preparare, letteralmente, il terreno alla reindustrializzazione dell’ex polverificio della frazione aullese. Ma che cosa è accaduto? E' accaduto che pochi giorni fa Mauro Toti, in qualità di titolare della "Pallerone 2000" s.r.l., composta per il 90% da privati e per il 10% dal Comune di Aulla, ha scritto una lettera di fuoco ai componenti del consiglio comunale della decaduta Amministrazione guidata dall'ex sindaco Roberto Simoncini e all'ex dirigente comunale all'urbanistica, l'architetto Ivano Pepe. Innanzitutto Toti fa notare "lo stato di grave difficoltà economica e di incertezza normativa in cui la società è venuta a trovarsi per responsabilità certamente non sue", quindi fa un riepilogo, denso di cifre, degli interventi realizzati e non per completare le urbanizzazioni dell'area, uno stillicidio che parte nel 2002, sottolineando che dalla sua nascita la "Pallerone 2000" avrebbe investito la cifra complessiva di circa 5 milioni e 800mila euro. Ma il cuore del problema sollevato da Toti è la mancata approvazione di una variante da parte del decaduto consiglio comunale, mancata approvazione che avrebbe impedito di vendere lotti dell'ex polverificio: "Tutto ciò comporta - scrive Toti - un danno grave ed irreparabile alla società, per il quale riteniamo gravemente responsabile l'Amministrazione comunale nel suo complesso". A Toti, poi, risulta, come avevano ventilato Lupi e Ratti, che "la Regione Toscana ha espresso la volontà di chiedere la restituzione integrale del contributo Cipe 20/04 (che ammonterebbe a circa due milioni di euro ndc), come da noi profetizzato in tempi non sospetti e che mette la stessa società, in assenza di una immediata regolarizzazione urbanistica sull'area, in gravissime difficoltà economiche, obbligandola a richiedere la restituzione degli oneri di urbanizzazione versati, pari a un milione e 684mila euro". A questo punto arriva la pesantissima accusa di Toti, secondo il quale i destinatari della lettera sarebbero responsabili per danno erariale nei confronti del Comune e per tutti i danni patiti (e futuri) dalla "Pallerone 2000". "Concludiamo manifestando - aggiunge Toti - il nostro sdegno per l'assoluta indifferenza che voi, ex amministratori del Comune, avete dimostrato nei confronti dell'occupazione e delle imprese che potrebbero investire sul territorio, tutto ciò per ripicche personali e mere beghe di politica di basso cabotaggio che nulla hanno a che vedere con una buona Amministrazione per il bene della collettività, alla quale vi siete rivolti per essere eletti e a cui, forse senza rimorsi, vi rivolgerete nuovamente". Pertanto, ora che succede? Il commissario prefettizio può ancora approvare la variante tanto agognata da Toti? Se ciò non accade, i futuri sviluppi della vicenda approderanno nell'aula di un tribunale? Interrogativi che si accavallano mentre ci sono voci di alcuni industriali che avrebbero voluto insediarsi nell'ex polverificio di Pallerone, ma la mancata variante glielo avrebbe impedito. E torna a fare capolino la centrale a biomasse di cui Simoncini avrebbe voluto l'insediamento nell'area dell'ex polverificio, insediamento che, però, fu respinto da un consiglio comunale nell'ottobre 2012, in cui parte della maggioranza che lo sosteneva mise sotto l'ex sindaco di Aulla.
Gianluca Uberti
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