Il dolore
I grillini:«Così si uccide la gente di Renella»
I Cinque stelle contro il provvedimento dell’amministrazione comunale che vuole rilanciare gli ampliamenti e gli investimenti delle imprese nella zona
MONTIGNOSO. Il caso Renella, scoppiato in questi giorni dopo la decisione dell'amministrazione comunale di abrogare l'articolo 47 bis del regolamento urbanistico (con cui si congelavano le attività artigianali della zona) è, oltre che un esempio delle difficoltà dei comuni nell'affrontare la programmazione urbanistica, anche un motivo di polemica politica.
La cittadinanza si divide tra chi vorrebbe la zona residenziale e chi la vorrebbe artigianale e il Movimento 5 Stelle, non appena saputo che in consiglio si sarebbe discusso dell'articolo 47 bis, ha pensato bene di effettuare un sondaggio tra i residenti: oltre 100 famiglie tra Renella e dintorni, secondo i militanti, avrebbero manifestato la loro preoccupazione per la riapertura delle aziende chiuse nel 2002 e soprattutto per i futuri ampliamenti.
«Alcune delle famiglie storiche di Montignoso- dice il consigliere del M5S Paolo Lenzetti- avevano tirato un sospiro di sollievo quando nel 2002 l'area si era alleggerita dal problema creato dalle imprese artigiane in quella zona. Una viabilità non adatta, mezzi pesanti a tutte le ore, problemi di inquinamento ambientale. I cittadini di Renella non le vogliono le aziende. Quella zona doveva diventare completamente residenziale».
Il M5S ha votato contro l'abrogazione dell'articolo 47 bis che di fatto ripristinerà, dopo tutti i tempi burocratici, la zona artigianale in località Renella.
«L'area industriale di Renella, con la realizzazione del comparto denominato Coimpre , doveva, tramite un piano attuativo o una variante, essere riqualificata in quanto ritenuta non adatta ad una zona industriale- scrive il M5S-; i cittadini si aspettavano un recupero ai fini residenziali e commerciali nel rispetto dell'area protetta limitrofa del lago di porta. Il tutto avrebbe dovuto essere realizzato subito. Dopo 13 anni questa è un'ulteriore prova del fallimento delle politiche di centrosinistra sulla pianificazione del territorio». La zona in questione, spiegano sempre i grillini, è molto fragile sotto il profilo ambientale, mentre «abrogando l'articolo 47 bis del regolamento urbanistico si permetterà di attivare lavorazioni poco compatibili con le caratteristiche dei luoghi, con ampliamenti anche del 50% dell'esistente e con notevole consumo di suolo».
Il caso politico scoppia perché il Movimento 5 Stelle vede conflittuale sia la posizione dell'assessore Gianni Lorenzetti sia in quella dell'assessore all'urbanistica Eleonora Petracci, «originaria proprio di Renella- dice il M5S- incoerente con le scelte politiche del suo partito (Sel) che non approva ulteriori consumi di territorio».
«Ci auguriamo che anche le associazioni ambientaliste e l'ANPIL del Lago di Porta si oppongano a questo ulteriore degrado- concludono i grillini- anche se Domenico Vietina, capogruppo del PD in seno al Consiglio e presidente vicario dell'ANPIL ha votato a favore di questa scelta inopportuna».
Manuela D’Angelo
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