Il Tirreno

la vertenza syntech

Di nuovo in piazza con le famiglie

Gli operai contestano l’azienda: prezzo del capannone troppo alto

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MASSA. Tornano in piazza, con le loro famiglie, i lavoratori Syntech.Nel dicembre scorso i cassintegrati dell’azienda avevano manifestato davanti al teatro Guglielmi, assieme a mogli, figli, parenti, per sottolineare come il dramma di chi perde il lavoro è un dramma collettivo e familiare. Lunedì alle 10,30, stavolta davanti all’azienda, in via Catagnina, ripeteranno il “Family Day Syn-Tech”. Intanto, gli ex operai intendono far presentare al consiglio comunale un ordine del giorno che colleghi la reindustrializzazione dell’azienda al ricollocamento di tutti i 43 dipendenti rimasti da settembre senza lavoro. La decisione è arrivata ieri mattina dopo un incontro con il sindaco, Alessandro Volpi. Il primo cittadino ha garantito che l’ordine del giorno verrà approvato e che comporterà l’obbligo di qualsiasi imprenditore interessato all’azienda di ricollocare tutti i 43 dipendenti.

Rimane tuttavia il nodo più grande: trovare investitori. Dice Raffaele Angelino, ex rsu Syntec: «Secondo alcune indiscrezioni l’azienda ha fissato un prezzo di vendita base a 12 milioni, 2.250 euro a metro quadro, quando un capannone vuoto ne vale 800. Un prezzo troppo alto che non incentiva imprenditori all’acquisto».

Il consigliere regionale Paolo Marini ha presentato una mozione, firmata anche da Loris Rossetti (Pd) e Jacopo Ferri (Fi) in cui si chiede alla giunta regionale di attivarsi presso il governo per convocare un tavolo nazionale di confronto, e che la Regione rispetti l’accordo per individuare acquirenti che vogliano utilizzare la fabbrica di Massa a scopo produttivo».

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