Il Tirreno

«Così Barnard mi ha dato la vita di nuovo»

di Cinzia Carpita
«Così Barnard mi ha dato la vita di nuovo»

LA STORIA / Paolo Polidori: colletta della città per farmi volare in Sudafrica dal "chirurgo del cuore"

5 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Dop me ma’ quest i è dom chi m’a dat la vita d’nov. Prof. Christiaan Barnard, Città del Capo (Sudafrica, maggio 1971)». La foto del famoso “chirurgo del cuore”, con a fianco un bimbetto di dieci anni: Paolo Polidori. Con una frase in carrarino e una immagine in bianco e nero, una bellissima storia di 43 anni fa rimbalza da Santo Domingo a Carrara sulla pagina Facebok “Sei di Carrara se”.

«Non so quanto avrei potuto vivere, ma l’aspettativa non era lunga. Non potevo correre come gli altri bambini, mi veniva l’affanno, la mia vita era limitata. Giocavo, ma sempre con la paura. Nessun specialista del cuore in Italia voleva operarmi, troppo rischioso dicevano». Il miracolo per lui lo ha fatto il chirurgo sudafricano, il 7 aprile 1971. Il Tirreno (che allora era Il Telegrafo) ne parlò a lungo, per Carrara fu un avvenimento al quale partecipò con una vera e propria ondata di solidarietà tutta la città.

01-Z_WEBLa storia è quella di Paolo Polidori che oggi ha 53 anni, e da cinque vive lontano dalla sua Carrara, nel paradiso naturale caraibico dominicano. Racconta al telefono il suo “sei di Carrara se”: «Tutta la città e anche gente di fuori, fece una colletta per il viaggio che mi avrebbe salvato la vita. Mio padre era operaio marmista nella segheria di Settimo Donnini, mia madre casalinga. Il viaggio costava sui 3 milioni e mezzo di lire, andata e ritorno per tre». Cioè il padre Silvano, la mamma Maria e Paolo. Sua sorella Daniela che ha 57 anni e abita in città, rimase con parenti «perché – racconta lei - non c’erano abbastanza soldi per tutti e 4 in aereo».

Nella foto a destra Paolo Polidori a 10 anni con Barnard

«L’operazione fu gratis, – dice Paolo Polidori – i miei spesero circa 16.500 lire per il mese di ospedale, per me e mia mamma, mentre mio padre fu ospitato da una famiglia italiana. Tante persone, le scuole, gli operai del Cantiere navale, della Dalmine, del Pignone ci hanno aiutato con le collette... In Sudafrica mi fecero un’operazione a cuore aperto per risolvere un vizio congenito, per il quale nessuno in Italia aveva voluto prendersi la responsabilità di un intervento. Fu tramite i datori di lavoro di mio padre che avevano conoscenti a Città del Capo, che avemmo l’opportunità di ottenere una prima visita medica di Barnard a Roma in un atelier. Barnard ci disse che occorreva un'operazione a cuore aperto importante, ma fattibile, e che per il suo staff non c’era nessun problema. Da quel momento ci venne data una tempistica e il 7 aprile 1971 fui operato in Sudafrica. Nel frattempo avevo raccolto tutti gli articoli di giornale che parlavano del mio caso».

Rimase in convalescenza a Città del Capo per 45 giorni, un mese di ospedale e poi 15 fuori. Quando tornò in maggio a Carrara, tutti gli fecero grandi feste. A cominciare dai suoi compagni di scuola: «Andavo alle elementari Marconi di Grazzano, e allora abitavo a Montia. Sì, al mio ritorno ci fu una grande festa, con amici e parenti. Dopo quell’operazione sono uscito completamente guarito. Non ho dovuto prendere neppure una pastiglia». Poi una vita normale, il lavoro, un matrimonio, una figlia. Un secondo matrimonio, con una dominicana conosciuta a Carrara. «Fino a 5 anni fa vivevo a Bonascola, al “treno”. Ho lavorato per 24 anni alla Furrer, il titolare Gino Mazzi una persona squisita. Ma qua in Italia, troppe tasse. Ho deciso con mia moglie Belkis (ha appena compiuto 47 anni) di trasferirmi a Santo Domingo dove avevamo risistemato, con le sue tre sorelle, la vecchia casa dei loro genitori».

01_DZO6T_WEBCosì cinque anni fa ha lasciato Carrara. «Dicemmo: basta, cambiamo vita, andiamo là». E come vive adesso a 53 anni? «La pensione mi arriverà a 65. Qua – dice all’altro capo del telefono – ho un po' di terra, faccio qualche piccolo commercio. Abbiamo polli e galline e c’è tanta frutta». Elenca quella che stacca dalle piante, e che in Italia arriva via mare o via aereo nei mercati. «Manghi, ananas, papaie, cocchi, di tutto».

Nella foto Polidori da bambino con Barnard

Fa quasi gola, perché mentre lo dice, fa immaginare il gusto e il profumo di quei frutti maturi appena staccati dal ramo. «Non siamo vicini al mare, abitiamo nel centro-nord di Santo Domingo ma in mezz’ora, al mare ci si arriva». Sul suo profilo Facebook ci sono belle immagini di palme, spiagge, e acque trasparenti. Ma anche inviti che fa, ad essere solidali e ad aiutare chi soffre, soprattutto i bambini. «Sicuramente la mia esperienza personale, a dieci anni, mi ha fatto maturare certi sentimenti, ma penso che sia anche una predisposizione naturale. Se vedo persone, bimbi che soffrono, cerco di aiutarli».

Questo carrarese che ora habla espanol, non ha saputo resistere alla tentazione di “postare” su Facebook il suo essere carrarino. «Ogni giorno do da mangiare agli animali, faccio la spesa, curo il giardino. Nella zona limitrofa ci sono diversi italiani. L’ultima volta che sono tornato a Carrara è stato due anni e mezzo fa». E’ legatissimo alla sorella che sta a Carrara. E alle sue radici. «Quasi tutti i giorni penso ai miei genitori (che non ci sono più) che hanno fatto tanto per me. Mi mancano, si sono tolti la pelle per me, per portarmi là». Da Barnard.

«Sto bene qui, ma mi mancano i carrarini». Ricorda di avere cominciato a lavorare nel marmo a 19 anni con il cognato Bernardo Pezzica, poi gli anni nella segheria di Donnini e infine alla Furrer. «Se penso che mio padre manteneva la famiglia con 60-70mila lire al mese..... E quello che ha fatto per me....». E pensa anche alla sua mamma che, come dice su Facebook, gli ha dato la vita. E una seconda vita gliel’ha data Barnard. «E’ nato due volte» dice la sorella Daniela che si commuove. Paolo Polidori da lontano saluta la sua Carrara: «Grazie al cuore di tutti. Ringrazio tutti coloro, anche le persone che non conosco, che fecero quella colletta per me».

(Nella foto Paolo Polidori oggi con la moglie a Santo Domingo)
01_XF80_WEB

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa